Archivio marzo 2010
Smettere di fumare, il potere delle immagini (fotogallery)
Scritto da admin in Comunicati il 21 marzo 2010
Smettere di fumare. Situazione tipo uno: un non fumatore cerca di convincere un fumatore incallito che darci un taglio con le bionde è un gioco da ragazzi, è sufficiente la forza di volontà. Vero. Ma diciamolo pure francamente, se a dircelo è una persona che non ha mai acceso una sigaretta in vita sua, lo reputiamo poco credibile.
Diversa è la situazione tipo due: un fumatore incallito e pentito ha smesso e cerca di fare proseliti tra chi è ancora attaccato al mozzicone. Ebbene, in questo caso, ci stupiamo non poco di come persone che davano fuoco a due pacchetti in un solo giorno siano riuscite drasticamente a dire basta. Chiediamo spiegazioni, cerchiamo di carpire il segreto, il metodo miracoloso usato.
Se ci fate caso, tra le frasi che sentiamo pronunciare più spesso agli ex fumatori (e mi metto fieramente tra questi), compaiono spesso affermazioni sul sentirsi più in forma, più sani, avere l’alito sempre fresco ed i denti più bianchi e, tra le donne, meno cellulite ed unghie meno ingiallite. Insomma, benefici a breve termine, immediatamente visibili e che fanno stare meglio con gli altri, migliorando il proprio aspetto fisico.
Ebbene, i benefici maggiori, invece, sono proprio quelli non visibili, quelli a lungo termine, sulla salute dei polmoni, ad esempio. Ma anche le ridotte probabilità di sviluppare vari tipi di cancro, primo tra tutti il tumore ai polmoni. Cambierebbe qualcosa se fossimo messi di fronte ai danni meno evidenti del fumo? Io credo di sì, e non vi nego che alcune immagini, anche viste oggi a distanza di anni dall’ultima sigaretta, mi scuotono non poco e mi fanno rabbrividire al pensiero del rischio che avrei corso se non mi fossi ravveduta in tempo. E sul potere delle immagini shock marciano anche le campagne anti-fumo. L’ultima in Francia che ha suscitato non poche polemiche, riprendeva una fellatio con al posto del membro maschile una sigaretta, a testimonianza della sottomissione causata dal fumo. E’ l’ultima balzata agli onori delle cronache, ma non certo quella più agghiacciante. Navigando nella rete, si trovano foto provenienti da più campagne di diversi Paesi e più o meno recenti. Tutte, però, ugualmente sconvolgenti. Giudicate voi se è il caso di smettere di fumare.
[Foto: www.smokingadverts.com]
Seno piccolo, ingrandirlo con le cellule staminali
Scritto da admin in Comunicati il 21 marzo 2010
La notizia gira da un po’ di tempo, esiste la possibilità per chi ha un seno piccolo di svilupparlo con l’aiuto delle proprie cellule staminali. C’è del vero in tutto questo? Sembra di si, anche perchè la tecnica è brevettata da un’azienda coma la Cytori Therapeutics Inc, quotata anche al Nasdaq di New York.
La procedura è chiamata anche “lipofilling“, lipo sta per liposuzione e filling per “riempimento”. Si preleva del grasso autologo, quindi dalla paziente stessa, in zone in cui è presente in sufficienti quantità per poi trasferirlo “filling” e riempire un seno piccolo. Detto così sembra tutto fantastico e semplice, ma non è così e la notizia non è nuova come sembra. Ci hanno pensato in molti e ci hanno anche provato, ma con scarsi risultati. Il grasso prelevato ad esempio dalle cosce e poi impiantato sul petto si riassorbiva in poco tempo, in pratica il corpo lo rigettava e l’aumento del seno era solo temporaneo. Qui però intervengono le cellule staminali. E’ proprio la Cytori che ha pensato di lavorare l’adipe prelevato centrifugandolo ed arricchendolo con le cellule staminali. Dopodichè viene introdotto nelle mammelle. Dai test effettuati in Giappone dopo diversi mesi le pazienti presentavano lo stesso volume di seno, in pratica il grasso non è stato riassorbito dal corpo e quindi il seno piccolo rimaneva un ricordo.
Test successivi sono stati effettuati anche in Gran Bretagna con successo. L’Fda statunitense però non ha ancora autorizzato l’utilizzo della tecnica in Usa, segno che rimangono delle perplessità o preoccupazioni.
Le controindicazioni riportate sono la mancanza di grasso, ovvero le donne magre che non sono delle “buone donatrici” perchè non presentano adipe in eccesso non possono utilizzare questa tecnica, per il resto sarebbe il sogno di tutte. Nessun bisturi, nessuna cicatrice e soprattutto nessuna protesi impiantata dentro il proprio seno, a questo punto attendiamo fiduciose.
Alternative alla chirurgia per un seno piccolo, Macrolane acido ialuronico
Scritto da admin in Comunicati il 21 marzo 2010
Non ci sono molte alternative per chi ha un seno piccolo e vuole ingrandirlo, bisogna ricorrere alla chirurgia estetica. O forse sì, qualcos’altro si può fare c’è l’acido ialuronico. Il nome commerciale è Macrolane, lo produce un’azienda svedese che lo commercializza in tutto il mondo.L’acido ialuronico è già presente nel nostro corpo, nel tessuto connettivo. Con il tempo la sua concentrazione tende a diminuire e quindi la mancanza si fa sentire sviluppando le rughe. Non a caso è proprio l’acido ialuronico ad essere diffusamente utilizzato in chirurgia estetica per ridurre sul viso i segni del tempo. Il Macrolane è un filler utilizzato non solo per coloro che hanno un seno piccolo, ma anche per sostenere glutei e polpacci.
Come si utilizza il Macrolane.
Semplicemente il chirurgo inietta nella zona da modellare la sostanza, che va ad amalgamarsi con il tessuto connettivo. Nel nostro caso un piccolo ago di 1-2 mm viene infilato nella mammella per iniettare l’acido ialuronico che aumenta il volume del seno. Abbastanza facile, nessuna grande controindicazione ma ci sono alcuni aspetti non propriamente positivi.
Innanzitutto la temporaneità . Il Macrolane non dura in eterno, dopo 1 anno tende ad essere assorbito dall’ organismo, diciamo che dopo 12 mesi circa il 50% della sostanza se n’è andata e noi quindi torniamo ad avere il nostro seno piccolo. Se volete qualcosa che duri di piu’ ancora una volta dovete rivolgervi verso la mastoplastica con le protesi al silicone o saline.
Altro problema: con il Macrolane non potete passare da una prima ad una quarta di seno, la sostanza da iniettare sarebbe troppa.Potrete accontentarvi di aumentare di una taglia, taglia e mezzo al limite.
In ultimo i costi del Macrolane, non proprio abbordabilissimi, circa tremila euro compresa la parcella del medico.
Se decidete per l’intervento ricordate in caso di mammografia di avvisare il radiologo, l’acido ialuronico iniettato potrebbe essere scambiato per qualcos’altro ai raggi X.
Vantaggi e svantaggi di un seno piccolo
Scritto da admin in Comunicati il 21 marzo 2010
Curiosando per la rete siamo riusciti in maniera semiseria a raccogliere un elenco si vantaggi e svantaggi nel possedere un seno piccolo. Ragazze non fatevene un cruccio e cercate di esaltare quello che alla fine può anche essere un dono di madre natura.
Seno piccolo, vantaggi:
-Potete dormire a pancia in giu’. Provate a chiedere a chi ha una quinta o anche una quarte se riesce a dormire in questa posizione senza provare dolore.
-Potete permettervi maglioni scollatissimi a V quasi fino all’ ombelico, non sarete mai volgari (vedi sotto)
-Volgarità: un seno piccolo non è mai volgare, potrete finalmente parlare con un interlocutore dell’ altro sesso occhi negli occhi, non sarà di certo distratto dalle vostre forme.
-Un seno piccolo non sarà sottoposto alla legge di gravità che con il tempo fa afflosciare le forme piu’consistenti.
-Avete la speranza che il vostro seno cresca in determinati periodi: gravidanza, allattamento, periodo mestruale.
-Risparmio su reggiseni visto che a volte potete farne a meno
-Potete utilizzare reggiseni a balconcino senza temere:aumentano il volume e non sono volgari con un seno piccolo.
-Nessuna limitazione all’ attività fisica. Provate a chiedere a chi possiede un seno grande come si sente quando corre.
- Non correrete il rischio di mal di schiena: chi ha un seno molto grande da dover ricorrere alla mastoplastica riduttiva lo fa anche per il dolore che comporta andare in giro con pesi di cinque chili sul petto (a tanto può valere la consistenza per due mammelle di grande volume).
-d’estate al mare il pezzo di sopra del costume può essere tolto quasi senza imbarazzo, viva il topless.
Svantaggi di un seno piccolo.
-un’arma di seduzione in meno, anche se molti uomini apprezzano le piccole misure.
-un bel decoltè sta bene con tutti i vestiti scollati.
Come potete vedere sembra che i vantaggi superino di gran lunga gli svantaggi, quest’ultimi solo di natura seduttivo-sessuale, quindi anima, non fatevi prendere dallo sconforto, concentratevi sul bicchiere mezzo pieno.
Costi da affrontare per aumentare un seno piccolo
Scritto da admin in Comunicati il 21 marzo 2010
I costi per rifarsi un seno piccolo non sono affrontabili da tutte le donne. Una mastoplastica è pur sempre un’operazione da effettuarsi in una clinica, in cui lavora un equipe composta da un’anestetista, un chirurgo e diversi altri medici che richiedono spese molto alte per la manutenzione. Il prezzo per ingrandire il seno è molto variabile ma oggi vogliamo dare almeno un’idea di partenza. I costi variano da un minimo di 4500 euro ad un massimo di 10mila, stiamo parlando di operazione eseguita in Italia, per l’estero dedicheremo un articolo a parte prossimamente. Abbiamo detto che i prezzi variano: innazitutto dipende dal chirurgo che opererà. Quelli di fama, con uno studio importante vi chiederanno certamente di più; hanno costruito la loro carriera magari operando sui corpi di persone famose ed è comprensibile che il prezzo non sarà così abbordabile per tutte: diciamo pure che possono arrivare a chiedere più di 10 mila euro. Un’altra variabile legata al prezzo per rifare un seno piccolo è quella delle protesi: quelle al silicono costano di più rispetto a quelle con soluzione salina. Ovviamente una protesi più grande costa di più di una più piccola, quindi una quarta misura in proporzione contiene più materiale e viene di più.Di solito un ‘operazione di mastoplastica si effettua in una giornata, non occorre passare la notte in clinica, ma se decidete di farlo per stare più tranquille dovete aggiungere altri soldi.
Ultima variabile legata al costo della mastoplastica è la città in cui ha lo studio il vostro medico chirurgo. Sembra una barzelletta ma non lo è: avere il seno piccolo e volerlo rifare a Catania costa meno che a Milano o a Torino. Quindi spostarvi dalla vostra città per andare alla ricerca del prezzo migliore potrebbe non essere una cattiva idea. Se vi fidate ovviamente del medico. Un’ultima cosa: la mastoplastica additiva è un’operazione ormai abbastanza sicura ma le controindicazioni ci sono sempre, chiedete al vostro chirurgo se in caso di complicanze come la contrattura capsulare, sarete operate gratuitamente oppure dovete aggiungere ancora dei soldi all’ intervento iniziale.




















