Archivio 2 marzo 2010
Un’iniezione e l’osso danneggiato torna nuovo
Scritto da admin in Comunicati il 2 marzo 2010
In arrivo un materiale composito iniettabile brevettato dall’Imcb-Cnr di Napoli e Finceramica
ROMA – Un’iniezione e l’osso danneggiato torna come nuovo. Un passo avanti possibile grazie ad un nuovo materiale composito iniettabile, utilizzabile per il trattamento delle fratture e delle patologie del sistema scheletrico, brevettato dall’Imcb-Cnr di Napoli e Finceramica. Perfezionato dall’Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche (Imcb-Cnr) di Napoli, il nuovo materiale è utilizzabile come sostituto osseo per il trattamento delle fratture da traumi e delle patologie del sistema scheletrico, dalla perdita di sostanza ossea all’osteoporosi. Il brevetto è stato depositato con Finceramica Faenza S.p.a., società spin-off dall’Istituto della scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr (Istec-Cnr) di Faenza, che si occuperà del potenziale sfruttamento industriale.
Fonte: Ansa.it leggi tutto
Sindrome di Angelman
Scritto da admin in Comunicati il 2 marzo 2010
Sindrome di Angelman
La sindrome di Angelman è una condizione rara caratterizzata da gravi difficoltà di apprendimento e movimenti instabili o a scatti.
CAUSE: La sindrome di Angelman è una malattia cromosomica causata dalla mancanza di un gene. È interessante notare che il 75% dei pazienti con la sindrome di Angelman hanno un difetto genetico simile a quello trovato in un’altra condizione genetica, la sindrome di Prader-Willi, ma la quale si verifica sul cromosoma 15 ereditato dalla madre, anziché dal padre.
L’anomalia genetica può essere dovuta ad uno dei vari possibili tipi di problemi con i cromosomi:
- Una piccola soppressione di una parte del cromosoma 15 (75% dei casi);
- Eredità paterna doppia (circa 2-3% dei casi), cioè ereditare due copie del cromosoma 15 dal padre;
- Mutazione del gene UBE3A (15%), c’è il rischio che la condizione si ripresenterà nelle generazioni successive se ce l’ha la madre;
- Traslocazione nel cromosoma 15 (rari casi);
- Errore nell’imprinting del cromosoma 15 (circa il 5% dei casi);
- Raramente l’anomalia genetica non viene identificata.
Il cromosoma 15 è quasi unico in quanto porta impressa una regione, il che significa che la copia ereditata dalla madre si comporta in modo diverso da quella del padre. Errori di imprinting possono influenzare lo sviluppo di un bambino.
SINTOMI: Le caratteristiche tipiche della sindrome di Angelman sono una testa piccola (microcefalia), epilessia, gravi difficoltà di apprendimento (con scarse capacità di comunicazione e linguaggio scarso o assente), l’andatura incerta o atassica e un aspetto caratteristico del viso.
DIAGNOSI: I primi ritardi nello sviluppo possono essere notati, ma la diagnosi non viene di solito fatta fino all’età di tre anni o più tardi, quando le altre caratteristiche si manifestano più chiaramente. I test genetici sono in grado di confermare la diagnosi. Questi possono essere fatti prima della nascita tramite l’amniocentesi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi la condizione non si ripresenta nella nuova generazione.
TERAPIA: Non c’è cura per la sindrome di Angelman. Il supporto per problemi specifici, come le difficoltà di apprendimento, può aiutare paziente e famiglia.
[Fonte: BBC]
Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.
Depressione e obesità sono collegati a doppio filo
Scritto da admin in Comunicati il 2 marzo 2010

Di certo guardarsi allo specchio e ritrovare diversi strati di ciccia in più non può far piacere, ma sembra che ci sia un forte legame tra la depressione e l’obesità. Di questo sono sicuri dei ricercatori olandesi che hanno esaminato i risultati di 15 studi, i quali comprendono quasi 59.000 persone.
Abbiamo riscontrato delle associazioni bidirezionali tra la depressione e l’obesità: il 55% delle persone obese ha avuto un aumento del rischio di sviluppare la depressione nel corso del tempo, ed il 58% delle persone depresse ha avuto un aumento del rischio di diventare obese
ha scritto il dottor Floriana S. Luppino, del Leiden University Medical Centre nei Paesi Bassi, e colleghi. Ulteriori analisi hanno rilevato che il legame tra l’obesità e la depressione è stato più forte tra gli americani che fra gli europei, ed è maggiormente rilevante tra le persone con diagnosi di depressione rispetto a quelli con i soli sintomi della depressione.
Esistono diverse teorie su come l’obesità e la depressione possano essere collegate, e spiegano i ricercatori che le più accreditate sono che:
- L’obesità può essere considerata una condizione infiammatoria e l’infiammazione è associata al rischio di depressione;
- La magrezza è un ideale di bellezza sia in Europa che negli Stati Uniti, in modo che essere in sovrappeso o obesi può contribuire alla insoddisfazione del corpo e alla bassa autostima, che aumenta il rischio di depressione;
- La depressione può svolgere un ruolo importante nell’aumento di peso attraverso l’interferenza con il sistema endocrino o dovuto agli effetti nocivi dei farmaci antidepressivi.
I risultati, pubblicati negli Archives of General Psychiatry, possono contribuire a migliorare la cura dei pazienti, secondo i ricercatori.
Poiché l’aumento di peso sembra essere una conseguenza tardiva della depressione, i medici devono essere consapevoli che il peso dei pazienti depressi deve essere monitorato. [Ma anche] lo stato d’animo dei pazienti in sovrappeso o obesi, deve essere monitorato. Questa consapevolezza potrebbe portare alla prevenzione, diagnosi precoce e co-trattamento per i più a rischio, che potrebbe in ultima analisi, ridurre il carico di entrambe le condizioni.
[Fonte: Health24]
AKUDOL, Alfa Wassermann (Naproxene)
Scritto da admin in Comunicati il 2 marzo 2010

AKUDOL, Alfa Wassermann
CATEGORIA: Farmaci antinfiammatori ed antireumatici non steroidi (FANS)
FORMA FARMACEUTICA:Compresse
PRINCIPI ATTIVI:Naproxene
INDICAZIONI: Akudol viene impiegato nel trattamento sintomatico di mal di testa, mal di schiena, dolori articolari e muscolari, mal di denti, stati febbrili e malattie da raffreddamento. Il medicinale può inoltre essere utilizzato anche per dolori mestruali e i dolori di minore entità nell’artrite.Assumere una compressa ogni 6-12 ore per i soggetti di età superiore ai 16 anni. In alcuni casi, da valutare singolarmente e sotto controllo medico, si possono ottenere maggiori benefici assumendo due compresse nella fase iniziale della terapia.
CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI: Si raccomanda di non superare le dosi consigliate e di utilizzare la dose minima efficace, sopratutto per il trattamento dei pazienti anziani. Akudol non deve essere utilizzato per più di 7 giorni per il trattamento sintomatico del dolore e per più di 3 giorni per stati febbrili e malattie da raffreddamento. Si consiglia l’assunzione del medicinale a stomaco pieno. Possono verificarsi alcuni effetti collaterali come nausea, disturbi digestivi e a carico dell’apparato gastro-intestinale, come vomito, stitichezza e dolore addominale. Possono verificarsi anche disturbi come cefalea, sonnolenza, vertigini, eruzioni e rash cutanei, tachicardia. Si sconsiglia l’assunzione nei pazienti con presenza o storia di ulcera peptica e nei soggetti che hanno presentato o presentano reazioni allergiche ai Fans, come asma, orticaria, rinite, reazioni anafilattiche di vario genere. Non assumere in gravidanza e durante l’allattamento.
NOTE: Il principio attivo Naproxene, o anche naprossene, deriva dall’ acido propionico, appartenente al gruppo dei FANS, ovvero i Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei, come il noto acido acetilsalicilico, molecola della nota Aspirina. La sua funzione principale è quella di impedire la cicloossigenasi e la sintesi delle prostaglandine, mediatori flogistici implicati, appunto, nei processi infiammatori di vario tipo. Appartiene alla grande categoria di cui fanno parte anche ibuprofene, ketoprofene, fenoprofene, flurbiprofene e, come questi altri Fans, può risultare tossico a livello gastro-intestinale.
Altri farmaci: Aleve, Naprorex, Synflex, Ketadol
[Fonti principali: ProntuarioFarmaceutico.it]
*Per ulteriori informazioni leggere il foglietto illustrativo. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.
Disagio psicologico ad Hong Kong
Scritto da admin in Comunicati il 2 marzo 2010

Hong Kong, i teenager hanno iniziato a soffrire di anoressia dopo che gli esperti occidentali hanno cominciato a enfatizzare la loro magrezza. Ma il caso più eclatante à quello del Giappone: prima deL 2000 l’idea di depressione come malattia non esisteva. I sintomi meno gravi venivano visti come “malumori” da accettare perché fortificavano il carattere. Poi la GLaxoSmithKline, con un lavoro di campagne e studi scientifici, sarebbe riuscita a piegare la resistenza culturale nipponica e nel giro di pochi anni, le vendite dell’antidepressivo Paxil, sono aumentate in modo vertiginoso (un miliardo di dollari nel 2008).
Colpa della globalizzazione che influenza anche il territorio psicologico? È la tesi del libro Crazy Like Us, scritto dal giornalista americano Ethan Watters: sostiene che il diffondersi di alcuni disturbi psichici sarebbe legato agli interessi delle case farmaceutiche. Watters poi va oltre. affermando che il disagio mentale cambia a seconda delle zone, perché legato alla cultura di ogni paese. Fantapsicologia? Sostiene Ferdinando Pellegrino, psichiatra alla Asl di Salerno
«La base dei disturbi è comune. Ad essere influenzato é il modo in cui si manifesta il disagio. Mi spiego: un italiano che soffre di depressione tenderà ad essere più lamentoso di un giapponese, abituato a controllare le proprie emozioni. Una donna depressa sarà apatica, un uomo irritabile».
E riguardo alla spinta di Big Pharma?
«Si sa che le industrie farmaceutiche devono fare utili. Ma mi sembra azzardata la tesi che incoraggino il disagio psichico. Le terapie farmacologiche, con la psicoterapia, sono l’asse portante nella cura della depressione, ma è fondamentale praticare la terapia in modo appropriato».


