Archivio 4 marzo 2010

Fans e tumori, un falso binomio

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Vi sono alcuni farmaci, specialmente quelli che possono essere acquistati senza ricetta medica, come la categoria dei FANS, ovvero i farmaci anti-infiammatori non steroidei, tra cui Aspirina e Tachipirina, che sono molto diffusi e molto utilizzati. Grazie alla loro azione antinfiammatoria, analgesica ed antipiretica, costituiscono un valido aiuto per curare numerosi sintomi.

Inoltre, queste specialità medicinali sono spesso utilizzate sopratutto dal sesso femminile per i disturbi legati al ciclo mestruale: mal di testa, dolori addominali ed altri piccoli problemi inducono spesso le donne ad assumere questi prodotti, almeno per una settimana al mese. Ovviamente, anche se è sempre dannoso per tutti abusare dei farmaci, ultimamente si era parlato del maggiore rischio di sviluppare tumori a cui andrebbero incontro le donne, proprio per questa “cattiva abitudine”. Sembrerebbe, però, che una ricerca americana avrebbe invece smentito questo pericolo e addirittura alcuni studi affermano che l’Aspirina potrebbe essere utile per contrastarli.

A scongiurare l’allarme secondo cui il consumo di FANS, sopratutto a base di paracetamolo ed acido acetilsalicilico, principi attivi della nota Tachipirina e dell’ Aspirina, incrementerebbe il rischio di sviluppare tumore al seno arrivano da oltreoceano i risultati una lunga ricerca condotta da un team statunitense.

Per ben 14 anni sono state infatti valutate 112.292 donne, di età compresa tra i 25 ed i 42 anni, sane e senza alcuna presenza di neoplasie. Sia nei casi in cui venivano assunte due dosi alla settimana di uno dei FANS, ma anche se si assumeva più frequentemente questa tipologia di farmaci non si è verificato un aumento del rischio di sviluppare tumori alla mammella e, in questo lungo arco di tempo, solo 1.345 donne sull’ intero campione sono incorse in una forma tumorale. Una ricerca della Harvard School of Public Health, guidata dalla dott.ssa Holmes e recentemente inserita tra le  pubblicazioni sul “Journal of Clinical Oncology”, sostiene addirittura che l’ Aspirina, il farmaco più utilizzato al mondo, potrebbe bloccare le recidive e rallentareil decorso del tumore.

Ovviamente, il modo più adatto per prevenire l’insorgenza di questa grave patologia è l’adozione di uno stile di vita sano ed il sottoporsi regolarmente a visite di controllo per accertare il proprio stato di salute e, naturalmente, l’assunzione dei farmaci è da limitare quando vi è davvero necessità.

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Allarme alcool: in Italia si comincia ad ubriacarsi a 12 anni

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I dati provenienti dalla ricerca effettuata dal Ministero della Salute in collaborazione con le Regioni raccontano un’Italia che comincia a conoscere l’alcool troppo presto. Se la media europea della “prima volta” è di 14,6 anni, quella italiana è ben al di sotto, attestandosi ai 12,2 anni. Ma non finisce qui.

Infatti i dati preoccupanti sono anche altri, specialmente quello che riguarda le quantità. Infatti non solo gli italiani iniziano a bere prima degli altri, ma anche di più, dato che sin dai 13 anni si beve talmente tanto da star male. Sono il 17,6% i giovani tra 11 e 15 anni (sotto cioè la soglia minima per il consumo di alcool) ad aver bevuto almeno una volta degli alcolici, ed ovviamente questo non avviene esclusivamente con il classico bicchiere di vino durante i pasti (il che avviene solo in un terzo dei casi per i maschi e in un quinto per le ragazze).

Il binge drinking, cioè il bere smodatamente fino ad ubriacarsi riguarda più del 13% dei maschi italiani tra gli 11 e i 24 anni, ed il 4,4% delle femmine, con numeri che sono circa il doppio della media europea. Di certo un’emergenza nazionale.

[Fonte: Ansa]

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Schistosomiasi (Bilharziosi)

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Schistosomiasi (Bilharziosi)

La schistosomiasi, chiamata anche bilharziosi, è una parassitosi che colpisce oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo.

CAUSE: La bilharziosi è causata dalla contaminazione da parte di un tipo di un parassita (platelminto). Le larve vengono rilasciate dalle lumache di acqua dolce. Queste larve penetrano nella pelle umana e maturano fino a diventare adulte. I trematodi femmina possono deporre le uova che causano infiammazioni.

SINTOMI: I sintomi dipendono dalla specie di parassita. Il cosiddetto “prurito del nuotatore” si sviluppa quando il parassita entra nella pelle, ed è spesso l’unico sintomo. Altri possibili sintomi sono dolori muscolari, mal di testa, diarrea, febbre, vomito, tosse, una sensazione di bruciore durante la minzione, minzione più frequente e sangue nelle urine. La bilharziosi non curata può provocare conseguenze pericolose per la vita del sistema urinario o danni epatici, tumori della vescica e cancro all’intestino.

La schistosomiasi colpisce soprattutto le persone nei Paesi in via di sviluppo, gente che fa il bagno nei laghi tropicali, fiumi, canali o piscine d’acqua dolce (che non sono state clorurate). Le persone provenienti dai Paesi tropicali dovrebbero fare un controllo. È più comune nei bambini. L’infezione può essere evitata non nuotando o non guadando corsi d’acqua nelle zone tropicali dove si sa che c’è la possibilità di infezione.

TERAPIA: Se l’esposizione si è verificata, consultare un medico. L’infestazione è curata con farmaci per uccidere il parassita.

[Fonte: BBC]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

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Mal di testa da sesso: esiste ed è più diffuso di quanto si pensi

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Il famoso mal di testa per non fare sesso è la più classica delle scuse, ma secondo l’Unità cefalee dell’Istituto San Raffaele Pisana di Roma, non sempre è finto. Anzi, pare che l’1% della popolazione italiana soffra davvero di emicranie legate all’attività sessuale, e se vi sembra poco, pensate che l’1% equivale a circa 600 mila persone.

Altro mito da sfatare è che si tratti di una prerogativa femminile. Spiega Piero Barbanti, direttore del reparto che ha condotto la ricerca, che gli uomini sono il triplo delle donne a soffrirne, e questo capita nel 20% dei casi prima dell’orgasmo, e nell’80% esattamente durante il coito.

Il motivo per cui questo accade? Nella maggior parte dei casi non c’è da preoccuparsi, si tratta soltanto di stress, mentre altre volte si tratta di variazioni delle condizioni climatiche, digiuno o, nella donna, variazioni ormonali. A volte basta prendere un’aspirina per farlo passare, ma il dottor Barbanti consiglia di andare dal medico se la condizione non passa dopo 4-5 giorni di automedicazione o se si scatena in modo improvviso per almeno 3 volte al mese.

[Fonte: Ansa]

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La convivenza è negativa per il matrimonio

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Una scuola di pensiero piuttosto comune, la quale rompe gli schemi rispetto al modo tipico di pensare italiano, vuole che una sorta di “periodo di prova” di convivenza prima del matrimonio serva come una specie di prova generale, per vedere se si va d’accordo e se si è fatti per stare insieme. Ma vivere insieme prima di andare all’altare, dicono dei ricercatori americani, aumenta il rischio che il matrimonio fallirà.

La loro analisi dei dati provenienti dal National Survey of Family Growth del 2002 hanno rivelato che il matrimonio è durato il 6% in meno nei primi 10 anni, se una coppia viveva insieme prima di legarsi legalmente, come riporta il New York Times.

Lo studio condotto da ricercatori del Centro Nazionale di Statistica della Sanità ha anche rilevato che la percentuale di donne che sulla soglia dei 30 anni hanno convissuto sono raddoppiate in 15 anni, arrivando fino ad essere il 61%. Fra gli altri risultati si viene a sapere che:

  • La metà delle coppie che convivono si sposano entro tre anni;
  • Se entrambi i partner sono laureati, è più probabile che si sposeranno e che il loro matrimonio durerà almeno 10 anni;
  • Le coppie che si sposano dopo 26 anni di età o hanno un bambino otto mesi o più dopo il matrimonio hanno anche maggiori probabilità di rimanere sposati per più di 10 anni;
  • Circa il 62% delle donne di età compresa tra 25 e 44 anni sono sposate, mentre l’8% sono conviventi. Tra gli uomini, le cifre sono del 59% e 10%, rispettivamente;
  • Nel complesso, un matrimonio su cinque fallisce entro cinque anni ed uno su tre avrà una durata inferiore ai 10 anni.

La convivenza sta diventando sempre più la prima co-unione residenziale costituita tra i giovani adulti. Come risultato della crescente prevalenza della convivenza, il numero dei bambini nati nelle coppie di fatto è aumentato

hanno concluso gli autori dello studio, secondo il Times.

[Fonte: Health24]

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