Archivio 5 marzo 2010

Le fibre stimolano il sistema immunitario

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Un’ alimentazione sana e corretta deve prevedere il giusto apporto di nutrienti e la ripartizione ottimale di carboidrati, proteine e grassi, ma anche di altre sostanze importanti per il funzionamento dell’organismo. Tra queste, oltre vitamine e minerali, vi sono le fibre, degli elementi che il nostro corpo non è in grado di assimilare, contenuti sopratutto in alimenti di origine vegetale.  Pur essendo zuccheri, non apportano calorie e si distinguono tra due tipologie, quelle solubili, che abbassano colesterolo e glicemia, e quelle insolubili più adatte, invece, a svolgere la loro attività sul tratto gastrointestinale.

I loro benefici, noti fin dal 1970, anno della loro scoperta, oggi, vengono invece ampliati grazie agli studi condotti presso l’Università dell’ Illinois dove un’equipe di esperti ha dimostrato che le fibre sono utili anche nel stimolare il sistema immunitario ed aiutano quindi a svolgere un’azione anti-infiammatoria.

Frutta e verdura, cereali, noci, semi e legumi sono i principali alimenti in cui vi è un’altra concentrazione di fibre: ad esempio, la crusca ne contiene circa 42,5 g per 100g, mentre al secondo posto vi sono le fave, con 21 g, e poi fagioli e piselli. Ottimi, dal punto di vista del quantitativo di fibre, anche i pop corn, il tipicosnack da cinema, che ne contano 15,10 gr per 100g di prodotto.

Le cavie che sono state utilizzate per la ricerca sono state divise in due gruppi: entrambi hanno seguito un regime a basso contenuto di grassi, ma ad uno sono state somministrate fibre solubili ed all’altro quelle insolubili.  La dieta, durata 6 settimane, si è conclusa l’iniezione di  una sostanza per simulare un’infezione batterica. Christina Sherr, responsabile dello studio presso l’ Università dell’ Illinois, ha spiegato che: “Due ore dopo l’iniezione i topi che avevano assunto fibre solubili avevano un’infezione inferiore del 50 per cento rispetto agli altri e sono guariti in metà tempo».Le cavie che avevano assunto questo tipo di fibre, contenuto sopratutto nella frutta, hanno beneficiato della capacità di produzione da parte dell’organismo dell’interleuchina 4, una proteina con una spiccata funzione anti-infiammatoria.

Una dieta ricca di fibre, quindi, stimola l’organismo ad abbassare la glicemia, regolarizzare la funzione intestinale e limitare l’assorbimento dei grassi, ma permette anche di tenere lontano raffreddori, influenze ed infezioni. Non bisogna però esagerare: infatti, è consigliabile consumare circa 25 grammi al giorno, quantitativo oltre al quale si può rischiare di limitare l’assorbimento di ferro e minerali preziosi per l’organismo.

[Fonte: Sanihelp.it]

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A DAVOS BILL GATES AUSPICA UN NUOVO DECENNIO DI VACCINI…

Dal WORLD ECONOMIC FORUM (il G20) 2010 a Davos, CH
progetti & parole filantropiche per il nostro bene e benessere planetario. Cari bimbi africani (e forse non solo…?) , Mr Microsoft vi vuole tutti vaccinati e sani; per il “vostro” futuro, ovviamente.
Commovente…

“Il padre-padrone di Microsoft, Bill Gates, ha annunciato al World Economic Forum di Davos 2010 una donazione di 10 miliardi di dollari per vaccinare i Paesi poveri. Gates ha detto che la sua fondazione devolverà l’imponente cifra per la ricerca e le campagne di vaccinazione nei prossimi dieci anni. “Dobbiamo far sì che quello che è iniziato sia il decennio dei vaccini”, ha spiegato, sostenendo che “la ricerca salverà più bambini che in passato”.

Il fondatore di Microsoft ha detto che farà la sua donazione attraverso la Fondazione Bill e Melinda Gates, annunciando che quei 10 miliardi serviranno per la ricerca, lo sviluppo e la fornitura dei vaccini a favore dei Paesi più poveri del pianeta.

I vaccini già salvano e migliorano la vita di milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo. L’innovazione renderà possibile salvare più bambini di quanto si sia mai fatto in passato”, ha detto in un comunicato diffuso per l’occasione.

Secondo Bill e Melinda, una più ampia diffusione dei vaccini potrà salvare oltre 8 milioni di bambini da qui al 2020 ma “i finanziamenti non sono ancora suffiicenti, altri partner devono partecipare a questo sforzo”.

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo472555.shtml

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J’ACCUSE TEDESCA CONTRO BIG PHARMA PER FALSA PANDEMIA

(AGI) - Londra, 11 gen. 2010 -

L”influenza A”, le cui conseguenze per settimane hanno tenuto in allarme milioni di persone, in realta’ era una “falsa pandemia” orchestrata dalle case farmaceutiche pronte a fare miliardi di euro con la vendita del vaccino: l’accusa arriva da Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della commissione Sanita’ del Consiglio d’Europa. Wodarg ha anche accusato esplicitamente le industrie farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ di dichiarare la pandemia.

Pesante il j’accuse di Wodarg, ex membro dell’Spd, medico ed epidemiologo, secondo cui le multinazionali del farmaco hanno accumulato “enormi guadagni” senza alcun rischio finanziario, mentre i governi di tutto il mondo prosciugavano i magri bilanci sanitari spendendo milioni nell’acquisto di vaccini contro un’infezione che in realta’ era poco aggressiva.

Wodarg ha fatto approvare una risoluzione nel Consiglio d’Europa che chiede un’inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche; e sulla questione il Consiglio d’Europa terra’ un dibattito a fine mese. La denuncia, riportata con grande evidenza dal Daily Mail, arriva qualche giorno dopo quella secondo cui i governi di mezzo mondo stanno cercando di sbarazzarsi delle milioni di dosi di vaccino, ordinate all’apice della crisi.

Il Mail ricorda che, in Gran Bretagna il ministero della salute aveva previsto 65.000 decessi, creato una linea-verde e un sito web per dare consigli, sospeso la regola che vieta di vendere anti-virali senza prescrizione medica; furono allertati gli obitori e persino l’esercito, che doveva essere pronto a entrare in campo qualora si fossero verificati tumulti tra la popolazione a caccia dei farmaci.

Secondo Wodarg, il caso dell’influenza suina e’ stato “uno dei piu’ grandi scandali sanitari” del secolo. Le maggiori aziende farmaceutiche, secondo Wodarg, sono riuscite a piazzare “i propri uomini” negli “ingranaggi” dell’Oms e di altre influenti organizzazioni; e in tal modo potrebbero aver persino convinto l’organizzazione Onu ad ammorbidire la definizione di pandemia, il che poi porto’, nel giugno scorso, alla dichiarazione di pandemia in tutto il mondo.

Per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l’influenza, le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali, competenti in materia sanitaria, e cosi’ allarmato i governi di tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziari per strategie di vaccinazione inefficaci e hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati”.

Wodarg non fa alcun nome esplicito di persona in conflitto di interessi; ma lo scorso anno il Daily Mail aveva rivelato che Sir Roy Anderson, uno scienziato consulente del governo britannico sull’influenza suina, fa parte del consiglio d’amministrazione della GlaxoSmithKline. L’azienda farmaceutia, che produce antinfluenzali e vaccini, ha immediatamente replicato alle accuse, definendole “sbagliate e infondate”.

Si veda anche:
http://www.thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=eng&id_articolo=221&id_categoria=17&id_sottocategoria=53

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E’ nata la Biblioteca Virtuale per la Salute – Piemonte (BVS-P)


La Biblioteca Virtuale per la Salute – Piemonte (BVS-P) nasce per volontà della Regione Piemonte – Assessorato alla tutela della Salute e Sanità – e la sua gestione è affidata al servizio DoRS (Centro di Documentazione regionale per la Promozione della Salute) dell’ASL TO3.

La BVS-P risponde alla crescente esigenza di una biblioteca di nuova impostazione, gestita e organizzata in modo da offrire agli operatori delle Aziende Sanitarie Regionali un accesso equo ed omogeneo alle migliori informazioni, superando le criticità di una distribuzione poco strategica dell’offerta della letteratura medico-scientifica.”
Tra le sue finalità (fortemente voluta da chi scrive il post):
“La BVS-P attribuisce una particolare rilevanza alla formazione dedicata agli operatori professionisti dell’informazione in ambito sanitario e mira al riconoscimento della figura professionale del bibliotecario/documentalista biomedico, il cui compito, oltre alla gestione del patrimonio bibliografico, è di facilitarne e incoraggiarne la fruizione per l’utente finale, sostenendo l’applicazione dell’evidenza scientifica alla pratica clinica.”

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Facebook: un punto di riferimento e di discussione per più di 2000 pazienti, familiari, amici.

Al Gruppo Italia Glioblastome Multiforme

Scrivo questa nota, in qualità di Presidente dell’ Associazione Bibliotecari Documentalisti Sanità (BDS), per complimentarmi con gli organizzatori del Gruppo Italia Glioblastome Multiforme che hanno utilizzato i nuovi canali di comunicazione offerti dal Web 2.0 ed in particolare Facebook per costituire un punto di riferimento e di discussione per più di 2000 pazienti, familiari, amici.
Attualmente nel settore pubblico sanitario si discute molto di tali nuovi canali di comunicazione ed in alcuni casi le amministrazioni hanno posto dei filtri all’ uso degli stessi.
Nella rete delle biblioteche degli Istituti di ricerca Bibliosan è stato costituito un gruppo di lavoro sul Web 2.0 per sviluppare iniziative in merito.
I bibliotecari ritengono gli strumenti del Web 2.0 canali innovativi di comunicazione. Come tutti gli strumenti questi sono neutri: è l’utilizzo che può essere buono o cattivo.
Questi strumenti, nel caso in considerazione, “tendono ad aumentare il cosiddetto empowerment (cioè la responsabilizzazione attraverso una presa di coscienza della proprie potenzialità) dei pazienti. Si tratta di strumenti attraverso i quali pazienti che soffrono della stessa malattia possono confrontarsi tra loro, raccontare la loro storia e ottenere più velocemente informazioni e suggerimenti per la gestione della loro patologia. D’altra parte è dimostrato come l’appartenenza ad una community e la condivisione di questo genere di informazioni possa tradursi in un intervento terapeutico efficace specialmente nel caso di patologie croniche o invalidanti. (E. Santoro: Web 2.0 e medicina- Il Pensiero Scientifico p.91).
Pur essendo necessario sempre il controllo delle fonti informative delle notizie, anche a causa degli interessi commerciali connessi alla sanita, (ma questo è un problema di tutta la rete), sicuramente l’esperienza del gruppo che ha in poco tempo realizzato su una patologia molto specifica una così ampia adesione è un esempio virtuoso del buon uso dei social network che sostiene il punto di vista dei bibliotecari contrari professionalmente all’uso di filtri, poco efficaci per la cattiva informazione e che spesso impediscono l’ accesso alla buona informazione.
Concludo con una citazione del Direttore della National Library of Medicine (USA) Donald AB Lindberg : la buona informazione è la migliore medicina, augurando una fertile collaborazione tra il gruppo e i bibliotecari biomedici che hanno per primi prodotto le più innovative ed importanti esperienze di informazione scientifica ai pazienti anche in Italia.
Gaetana Cognetti

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