Archivio 6 marzo 2010
Sperimentata una nuova tecnica per l’asportazione di tumori posti al confine tra addome e torace
Scritto da admin in Comunicati il 6 marzo 2010
Intervento chirurgico eccezionale all’Istituto nazionale dei Tumori di Milano. A uomo di 54 anni è stata asportata una massa tumorale che interessava quasi per intero la metà destra dell’addome. La vera novità però è che la prima volta l’equipe di medici coordinata dal dottor Vincenzo Mazzaferro ha usato una tecnica non invasiva per operare un tumore. Ha scelto una “strada” chirurgica innovativa, passando, letteralmente, attraverso il fegato per arrivare alla massa tumorale e poterla rimuovere. Mentre dieci chirurghi operavano, la circolazione sanguigna di reni, fegato e parte degli organi toracici (polmone destro e cuore) durante l’intervento è stata sospesa e deviata all’esterno in una pompa extracorporea.
I dieci medici hanno tutti specializzazioni e competenze differenti, dalla chirurgia addominale e dei trapianti a quella vascolare, toracica e plastica. L’operazione, durata 15 ore, è stata eseguita il 18 gennaio, ma è stato deciso di darne notizia solo dopo che il paziente, in questi giorni, è stato dimesso.
“Si tratta di un approccio chirurgico innovativo che prevede la divisione a metà del fegato, sospendendo la circolazione degli organi vicini, per raggiungere tumori di grandi dimensioni in sedi tradizionalmente ritenute inaccessibili – spiega il dottor Vincenzo Mazzaferro che ha eseguito e coordinato l’èquipe -. Grazie soprattutto all’esperienza maturata nel trapianto di fegato è stato possibile individuare un percorso mai utilizzato in campo oncologico per pazienti di questo tipo. La riuscita dell’intervento apre ora la possibilità di impiegare questa tecnica per l’asportazione di tumori posti al confine tra addome e torace, in genere originati dai tessuti molli a fianco della colonna vertebrale”. La descrizione e i risultati di questa nuova “via di accesso” chirurgica sono in corso di pubblicazione.
FONTE: Repubblica.it
Oggi, domani e lunedi in 3000 piazze una gardenia contro la sclerosi multipla
Scritto da admin in Comunicati il 6 marzo 2010
Oggi, domani e lunedì, per la Festa della Donna, in 3.000 piazze italiane torna la “Gardenia dell’AISM”, l’appuntamento con la solidarietà per la lotta alla sclerosi multipla. I fondi raccolti per la ricerca scientifica andranno a sostenere gli studi sulla CCSVI, che significa “insufficienza cerebro spinale venosa cronica”, e che rappresenta un forte fattore di rischio per la sclerosi multipla. I fondi contribuiranno anche a potenziare i servizi sanitari e sociali dedicati alle persone colpite dalla malattia e il Programma “Donne oltre la SM”.
Nelle piazze italiane verranno distribuite oltre 230 mila piante di gardenia dai volontari AISM, dai volontari dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, da quella dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, in cambio di una donazione di 13 euro. E poi, fino al 14 marzo, sarà possibile inviare 2 euro dai cellulari con un sms al 45502, con i gestori Tim, Vodafone, Wind, 3 e COOP VOCE; chiamando lo stesso numero da telefono fisso Telecom Italia si può contribuire con 2 o 5 euro. L’elenco delle Piazze di Gardenia sarà disponibile sul sito dell’associazione.
La sclerosi multipla è una malattia cronica, invalidante e imprevedibile, una delle più gravi del sistema nervoso centrale. Ogni 4 ore, nel nostro Paese, una persona riceve la diagnosi di sclerosi multipla, che inizia mediamente tra i 20 e i 30 anni, colpendo soprattutto le donne, il doppio rispetto agli uomini, nel momento della vita più ricco di progetti. In Italia sono oltre 58 mila le persone colpite da questa patologia.
Negli ultimi 10 anni la ricerca ha fatto passi da gigante a livello internazionale e anche in Italia, dove i ricercatori italiani sono tra i primi posti nel mondo nei campi più promettenti della ricerca: nello studio delle cause, nelle cellule staminali adulte, nelle neuro immagini, nell’evoluzione della malattia e nella ricerca terapeutica. Ma la ricerca per trovare le cause e la cura risolutiva della malattia deve ancora continuare.
FONTE: Repubblica.it
Malattie rare, un appello da firmare
Scritto da admin in Comunicati il 6 marzo 2010

Malattie rare: ne soffrono 36 milioni di persone in tutta Europa, 5 casi ogni 10.000 abitanti. Secondo l’ EURORDIS l’organizzazione europea a queste dedicata, ne sono state identificate quasi 8.000 e costituiscono il 10% di tutte le patologie umane conosciute.
In Italia colpiscono 2 milioni di persone, il 70% dei quali bambini. Nell’ 80 % dei casi siamo in presenza di un puro difetto genetico, nel restante 20% c’è una concomitanza con fattori ambientali, non sempre ben identificati.
Col passare del tempo e lo sviluppo della scienza, il numero delle malattie rare e dei pazienti diagnosticati è destinato a crescere. L’Iss (Istituto Superiore di Sanità) è in Italia l’ente di riferimento con il suo Centro Nazionale per le Malattie Rare che coordina un Registro Nazionale censendone i casi. Il tema scelto quest’anno per la Giornata Mondiale di lotta alle malattie rare che si è appena svolta, ha riguardato il rapporto tra la ricerca scientifica, nelle figure dei ricercatori, e lo stesso paziente.
Per questo è stata lanciata anche una raccolta di firme: il premio Nobel Rita Levi Montalcini, il pres. dell’ISS prof. Enrico Garaci ed altri rappresentanti del mondo della scienza e della cultura, hanno voluto inaugurare questa iniziativa, rivolta a sottolineare la storia di tanti malati, a cui purtroppo non è ancora garantito il diritto alla salute. Basti pensare alla questione dei farmaci orfani, cioè di quei prodotti che potenzialmente possono alleviare sintomi o addirittura curare alcune di queste patologie, ma che non vengono immessi sul mercato (o addirittura ne vengono ritirati) perché il loro consumo non copre i costi di produzione.
Dal 2000 un regolamento dell’Unione Europea sostiene lo sviluppo dei farmaci orfani (EC Reg. 141/2000) e numerosi sono i progetti di legge anche in Italia, volti al potenziamento della ricerca e dell’assistenza per le malattie rare. Ma molto c’è ancora da fare. Per aderire alla raccolta di firme basta inviare una e-mail a appellomalattierare@iss.it dichiarando la propria adesione, il proprio nome, cognome e data di nascita, autorizzando al trattamento dei dati. E’ attivo presso il Centro Nazionale per le Malattie Rare un numero verde gratuito 800.89.69.49 al quale è possibile richiedere informazioni non solo sulle patologie, ma anche sui presidi e sui centri per la diagnosi e la cura.
Fonte: www.iss.it
Varicella
Scritto da admin in Comunicati il 6 marzo 2010
Varicella
La varicella è una malattia comune, specialmente durante l’infanzia. Si tratta di un’infezione virale causata dal virus varicella-Herpes zoster. E’ diffuso in goccioline che si ricevono per via inalatoria nel tratto respiratorio. Le complicanze sono rare ma gravi, e possono verificarsi in bambini precedentemente sani.
CAUSE: La varicella tende a colpire i bambini sotto i dieci anni. Nei bambini più grandi e negli adulti, la varicella può essere più grave. È più comune nel periodo tra tardo inverno e primavera. I bambini che sono immunodepressi (per esempio quelli che prendono steroidi) sono particolarmente esposti a complicazioni, come lo sono i bambini appena nati che possono prendere l’infezione dalla madre in gravidanza avanzata.
SINTOMI: Il periodo di incubazione (dall’esposizione all’esordio dei sintomi) è di 14-24 giorni. I sintomi iniziali sono febbre lieve e mal di testa. Questi sono seguiti entro poche ore dalla comparsa di un esantema tipico (eruzioni cutanee, pustole, vescicole). Alcune macchie rosse compaiono e si sviluppano rapidamente. Al centro sono riempite di un fluido e prudono. Dopo un paio di giorni queste croste finiscono con l’asciugarsi.
L’eruzione interessa soprattutto il tronco, ma può comparire in qualsiasi punto del corpo, compreso il cuoio capelluto e la bocca. In circa un caso su dieci i sintomi sono così minimi che l’infezione passa inosservata. Le complicazioni dell’infezione sono rare ma comprendono la polmonite virale, infezione batterica secondaria e l’encefalite.
TERAPIA: Parlatene con il medico se non siete sicuri della diagnosi o se il bambino sembra stare particolarmente male, ha la tosse, mal di testa, se la pelle è particolarmente infiammata o infetta, oppure ci sono altri sintomi preoccupanti. Per i neonati o i bambini con problemi di immunità, consultare sempre un medico.
Dare sciroppo analgesico e liquidi a sufficienza. Una lozione di calamina e farmaci antistaminici possono alleviare il prurito. Tenere le mani di vostro figlio pulite e le unghie corte. Provare a scoraggiarli dal grattare le macchie, in quanto possono portare a cicatrici.
Le macchie possono essere infettive fino a quando non compaiono sopra delle croste, ma a nessun bambino dovrebbe essere negato di andare a scuola per più di cinque giorni. Nei casi più gravi, il trattamento antivirale può essere raccomandato.
PROGNOSI: La maggior parte dei bambini guarisce in pochi giorni senza problemi a lungo termine. Ma i bambini ad alto rischio che sono esposti alla varicella devono essere trattati con iniezioni di immunoglobulina per prevenire l’infezione, o con farmaci antivirali. C’è anche un vaccino che può essere somministrato per prevenire la varicella. Dopo l’infezione il virus rimane dormiente nel corpo, ma può emergere in seguito e causare l’herpes zoster.
[Fonte: BBC]
Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.
Perdere peso scongiura il rischio di aterosclerosi
Scritto da admin in Comunicati il 6 marzo 2010
Una dieta composta da cibi grassi ed ipercalorici e un eccesso di peso possono danneggiare le arterie, con depositi di grassi che facilitano l’insorgenza di infarto ed ictus e mettono a repentaglio la nostra vita. Un nuovo studio suggerisce che questo processo funziona in entrambi i sensi: vale a dire che se mangiare male e ingrassare aumenta il rischio, viceversa mangiare sano e perdere peso, può servire a rallentare l’accumulo di depositi di grasso nelle arterie, una condizione nota come aterosclerosi.
Nello studio, pubblicato dalla rivista Circulation, un campione di persone di mezza età, con malattie cardiache o diabete che avevano perso più di 10 chili in un periodo di due anni hanno visto ridurre con successo la dimensione dei depositi (o placche) che provocavano l’intasamento delle loro arterie, piuttosto che riscontrare semplicemente un arresto nella crescita delle placche.
Il tipo di dieta seguita dai partecipanti allo studio non sembra aver fatto la differenza, è la perdità di peso in sè a contare. A ridotto contenuto di grassi, con pochi carboidrati, la dieta Mediterranea, sono tutti regimi alimentari che hanno avuto effetti positivi sulla salute delle arterie.
I ricercatori hanno scoperto che le persone che avevano avuto una maggiore perdita di peso e la riduzione della pressione sanguigna tendevano ad avere arterie sane, rispetto a coloro che avevano perso meno di sette chili in un anno e avevano abbassato di pochissimo la pressione sanguigna. Ovviamente, perdere peso è più facile a dirsi che a farsi, e i pazienti esaminati avevano a disposizione un team di esperti, cosa che non tutti i comuni mortali possono permettersi. Tuttavia è importante perdere peso se si è a rischio di aterosclerosi e non bisogna elemosinare le risorse a nostra disposizione nè trovare scuse per rimandare la dieta.
Alice Lichtenstein, professore di scienza della nutrizione presso la Tufts University di Boston, spiega che i nuovi risultati confermano ciò che gli esperti hanno detto per anni. “La perdita di peso migliora la salute cardiovascolare”, spiega Lichtenstein. “Il modo in cui si perde il peso non è il fattore critico, il fattore critico è in realtà che si perde il peso.”
[Fonte: Healh.com]

