Archivio 9 marzo 2010
Un chip di carta low cost potrebbe diagnosticare decine di malattie
Scritto da admin in Comunicati il 9 marzo 2010

Uno dei tanti ostacoli che, specialmente nel terzo mondo, non permettono la diagnosi efficace e tempestiva di diverse malattie come la malaria, l’Aids e la tubercolosi è proprio la mancanza di strutture adeguate. Tali strutture, presenti in tutti i Paesi Occidentali nelle città maggiori, sono molto costose, e per questo in zone come l’Africa ed il Medio Oriente sono assenti o molto scarse.
Ma una nuova invenzione progettata da un chimico dell’Università di Harvard, George Whitesides, potrebbe portare una rivoluzione in questo campo. Whitesides ha inventato un chip di carta a cui basta un semplice inchiostro resistente ai liquidi per funzionare. Esso è in grado di incanalare una goccia di sangue in varie zone del chip. Ogni area toccata dal sangue si colora e, in base al colore, emette una diagnosi.
Non serve nemmeno la presenza di un medico per diagnosticare la malattia, ma spiega ancora Whitesides, basterebbe scattare una foto del chip con il telefonino ed inviarla al proprio medico per ottenere il responso. Tutto questo a costi bassissimi perché trattandosi solo di carta e inchiostro, e basandosi su un processo chimico, non c’è nessuna altissima tecnologia da “pagare”. Se prodotto in quantità industriali, ogni chip potrebbe costare solo qualche centesimo di euro, diventando accessibile a tutti anche nelle aree più povere della Terra.
[Fonte: Repubblica]
"Social network" e malattie croniche: aspetti positivi e negativi di un diario online
Scritto da admin in Comunicati il 9 marzo 2010
L’avvento dell’era dei social networks si riflette su ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Come oramai tutti sanno è possibile prendere ad esempio il sito più famoso di tutti, Facebook, il quale è oramai un diario virtuale attraverso la quale comunicare pensieri, fatti e parole, nonchè per chattare e ottenere rapidamente notizie e novità, anche in ambito medico. Probabilmente però lo stesso inventore di Facebook, fondato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg, all’epoca studente diciannovenne presso l’università di Harvard, non si sarebbe aspettato che il successo cosi clamoroso del suo sito (che, come da lui stesso dichiarato più volte, era stato creato con ambizioni ben più modeste) possa aver contribuito a ottenere dei risvolti particolari, come ad esempio la possibilità di generare un potente strumento online di controllo di alcuni aspetti che riguardano la propria salute. Grazie alla rapidità con cui è possibile immettere brevi righe di testo e alla capacità di conservare in memoria e/o mostrare online per lungo tempo tali dati, i “social network” sono stati presi d’assalto da moltissimi pazienti sofferenti di malattie croniche, le quali hanno creato e utilizzano degli account personali con la quale possono mantenere più facilmente a controllo la propria patologia. Tramite una pagina online di profilo è possibile ottenere un potente database sempre a portata di click, liberamente accessibile da computer o cellulare per avere un completo riassunto dei propri dati, il che può fare comodo per esempio durante una semplice visita medica di controllo dell’andamento di una terapia o per confrontarli con altre persone affette dalla medesima patologia. Oppure è possibile creare un profilo assolutamente segretissimo e privato, lontano da occhi discreti e dedicato esclusivamente ad uso personale. Tramite questo sistema è possibile valutare l’andamento settimanale di qualsiasi parametro clinico di cui si sia stati addestrati all’autovalutazione. Un esempio banale: il controllo glicemico nei pazienti diabetici. Molti malati lamentano la difficoltà con la quale è possibile aggiornare i propri valori, ad esempio perchè non sempre si ha il proprio diario glicemico a portata di mano, basta quindi accedere online con il proprio cellulare ad un sito come fb o twitter e scrivere immediatamente dopo aver controllato il proprio valore e quei parametri che dovrebbero essere contati come essenziali, quali le calorie assunte e la dose di terapia praticata. Ma Fb si rivela anche un ottimo strumento per il conteggio esatto dei carboidrati immessi durante un periodo di dieta, o per una valutazione riassuntiva dei valori di un emocromo, da estrapolare in seguito quando sarà richiesto. Ma per quanto in molti facciano bene ad esultare, non sono tutte rose e fiori. Accanto a una tecnologia senza dubbio positiva, vi sono anche degli aspetti negativi.
Quali sono i possibili svantaggi? Per primo, il fatto che non sempre il sito garantisce una privacy al 100%, per cui anche in caso di impostazioni della privacy piuttosto rigide eventuali informazioni e/o valori immessi possono essere potenzialmente letti da terzi, e se questo è piuttosto difficile su Fb, diventa molto probabile su siti meno configurabili e che nel “social” dei propri cinguettii basano la loro stessa esistenza, quali ad esempio twitter. In secondo luogo, se è vero che spesso annotare con “carta e penna” è stancante è anche vero che non sempre si riesce a stampare in modo corretto le informazioni copiate dalla pagina e non sempre si ha un pc o un cellulare connesso a internet e/o alla stampante a portata di mano, rendendo in alcuni periodi più difficile avere una vera e realistica idea del proprio andamento. Infine, la persistenza dei dati online non è assolutamente garantita: i social network normalmente non tollerano eventuali profili “fittizi” per cui l’utilizzo di nickname e nomi falsi per registrarsi cosi come l’uso del proprio profilo per ragioni ben più serie e criptiche che non dei soliti “Farmville” e della solita “collezione di amici” potrebbe determinare la sospensione del proprio account e quindi la perdita di tutti i dati registrati precedentemente. Esaminati questi aspetti negativi, è altresì vero che l’uso di questo sistema su “Larga scala” e in modo programmato potrebbe portare dei grandissimi benefici nel follow-up di numerosi tipi differenti di patologie croniche, garantendo così una maggiore efficacia terapeutica e una migliore qualità della vita. Dopo Facebook, possiamo aspettarci in futuro il possibile avvento di un “Bloodbook”?
12-19 marzo, settimana di prevenzione del tumore alla prostata
Scritto da admin in Comunicati il 9 marzo 2010
Il tumore alla prostata è la prima malattia tumorale maschile con un’incidenza del 12%, superiore anche a quella del tumore polmonare che si ferma al 10. Per questo bisogna informarsi sempre di più, specialmente tra gli uomini sopra i 50 anni, stare attenti all’alimentazione e soprattutto fare una visita urologica periodica.
E’ quanto afferma la World Foundation of Urology, un’organizzazione mondiale che ha promosso, per il quarto anno, la settimana della prevenzione che andrà dal 12 al 19 marzo prossimi. In questo periodo partirà una campagna di informazione mirata agli over 40, per coloro che hanno casi in famiglia di questo tipo di patologia, e over 45 per tutti gli altri, con delle informazioni importanti su come prevenirlo.
Il consiglio principale riguarda l’alimentazione, e consiste nel favorire quegli alimenti che contengono molti antiossidanti e possono così prevenire l’insorgere di alcune neoplasie. I cibi consigliati sono quelli tipici della dieta mediterranea, come i pomodori, aglio, tè verde e melograno, ma tutti gli ortaggi in generale hanno alte quantità di antiossidanti, senza dimenticare l’importanza dell’attività fisica.
Da questo link è possibile consultare le strutture che forniranno una visita gratuita e tutte le altre informazioni utili.
[Fonte: Asca]
Sindrome di Cornelia de Lange
Scritto da admin in Comunicati il 9 marzo 2010
Sindrome di Cornelia de Lange
La sindrome di Cornelia de Lange (CDLS) comprende delle caratteristiche fisiche come anomalie dello sviluppo e difficoltà di apprendimento. Questa condizione rara causa di una serie di lievi a gravi sintomi. Si stima che tra un neonato maschio ogni 40.000 e una neonata femmina su 100.000 vengano colpiti.
CAUSE: Le mutazioni nei geni NIPBL, SMC1A e SMC3 causano la sindrome. Le mutazioni del gene NIPBL sono la causa più comune. Questo gene è responsabile della produzione di delangina, una proteina coinvolta nello sviluppo prima della nascita. Mutazioni in questo gene portano ad anormali versioni della proteina che non funziona correttamente, portando di conseguenza ai segni caratteristici della CdLS. Quasi tutti i casi si verificano in persone senza casi della malattia in famiglia, in quanto questo è il risultato di nuove mutazioni dei geni specifici.
SINTOMI: I bambini con CdLS hanno piccole dimensioni alla nascita e rimangono piccoli per la loro età. Più avanti con l’età presentano alcune difficoltà di apprendimento, anche se questo problema varia da lieve a grave. La maggior parte delle anomalie riguarda gli arti, che vanno da braccia piccole alla completa assenza degli avambracci.
Le caratteristiche facciali comprendono irsutismo (pelosità), le sopracciglia sottili che spesso si incontrano nel mezzo, ciglia lunghe, orecchie basse, denti molto distanziati, un naso corto e all’insù e labbra piegate verso il basso. Alcune crisi convulsive (epilessia) sono un problema comune.
TERAPIA: Non c’è nessuna cura attualmente, ma le procedure mediche e terapiche spesso possono aiutare con i sintomi. Nessun test prenatale è disponibile.
Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.
[Fonte: BBC]
NURSE TV – La figura dell’infermiere…eroe…?
Scritto da admin in Comunicati il 9 marzo 2010

Ma noi siamo effettivamente così?
diversamente, sono gli altri ad immaginarci in questo modo?
oppure, siamo noi a desiderare di somigliare a questo modello?
A parte tutto, questo è uno dei tanti bellissimi filmati di NURSE TV firmati CNN, vi invito a visitare il sito e a commentare le mie domande.
Buona visione.


