Archivio 16 marzo 2010
Frutta e verdura, perchè sono importanti per la salute
Scritto da admin in Comunicati il 16 marzo 2010

Primavera, stagione di risveglio dei sensi e dell’organismo da un lungo letargo. Per disintossicare il nostro corpo dagli alimenti grassi consumati durante l’inverno, non c’è niente di meglio che aumentare il consumo di frutta e verdura. Un regalo prezioso per la nostra salute. La ricerca si è interrogata a lungo sui benefici che i vari frutti e ortaggi hanno sul nostro benessere psicofisico. Tra i più analizzati i mirtilli, noti per il loro contenuto di antiossidanti molto elevato e per le proprietà anti-invecchiamento.
Il succo d’uva, in recenti esperimenti su cavie di laboratorio avanti con gli anni, ha dimostrato di migliorare la memoria a breve termine e le competenze neuromotorie. Il succo d’uva concentrato è altresì una fonte inestimabile di antiossidanti, che possono contribuire a ritardare il declino mentale e il decadimento fisico tipici del processo di invecchiamento.
In un’analisi sulle capacità antiossidanti di ortaggi, frutta, e oli vegetali, è stato accertato che gli spinaci, i peperoni, gli asparagi e le cime di rapa avevano la più alta capacità antiossidante tra le verdure. More, lamponi, fragole e olive occupavano i posti più alti della classifica tra i frutti , mentre l’olio di soia e l’olio extra vergine di oliva avevano la più alta capacità antiossidante tra gli oli testati. La frutta è utilissima nella prevenzione dei tumori. Una ricerca giapponese ha scoperto che il rischio di carcinoma mammario tra le donne nel postmenopausa è stato ridotto di circa il 40% grazie ad un maggior consumo di frutta.
Un altro studio su uomini finlandesi di mezza età che consumavano molta frutta e verdura ha accertato una riduzione del 41% delle malattie cardiovascolari e una riduzione del 34% del rischio di morte, rispetto agli uomini con i tassi di assunzione di frutta e verdura più bassi. Frutta e verdura sono altresì note per la protezione contro le malattie croniche grazie al loro ricco contenuto di sostanze fitochimiche, tra cui gli antiossidanti. Il mirtillo è stato scoperto possedere la più alta attività antiossidante, seguito da mela, uva rossa, fragola, pesca, limone, pera, banana, arancia, pompelmo e ananas
Consigli per superare indenni la fine del’inverno!
Scritto da admin in Comunicati il 16 marzo 2010

Nella mia adolescenza il passaggio tra autunno ed inverno, meglio tra il fresco ed il freddo, era segnato dal cambio stagione che faceva mia madre nei cassetti della biancheria. Sparivano calze e maglie di cotone e rispuntava la lana, tenuta meticolosamente da parte con le palline di naftalina. La mitica maglia di lana, che oramai nessuno porta quasi più, e che io mi riservo per le giornate in cui la temperatura va sottozero. Vi assicuro che il piacere di avere una cosa calda sulla pelle è imparagonabile con altri tipi di tessuto. A parte questa reminiscenza personale, ecco cinque consigli incrollabili per cercare di passare questa fine inverno, al riparo dall’attacco d’influenza, tosse, raffreddore, mal di gola e tutto l’armamentario proposto dalla stagione.
Non è la panacea di tutti i malanni, ma è fuori dubbio che presa nell’alimentazione quotidiana o sotto forma di integratore, la vitamina C (acido ascorbico), è in grado di stimolare la reazione delle difese immunitarie dell’organismo. Per questo è particolarmente consigliata per prevenire i malanni stagionali, che essendo causati da virus, devono trovare in questo periodo più che in altri, un’azione di difesa dell’organismo efficace e tempestiva. Gli alimenti più ricchi di vitamina C sono i frutti freschi come agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie, uva, melone d’inverno (quello con la buccia gialla e la polpa bianca, contiene anche magnesio); alcune verdure e ortaggi freschi come lattuga, radicchio, spinaci, broccoletti, broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni.
Ma attenzione, perché la vitamina C è una sostanza che viene facilmente distrutta durante la cottura, la conservazione dei cibi (anche in frigorifero), l’esposizione di questi all’aria e alla luce, ‘consumata’ dal fumo, dallo stato di gravidanza o da una attività sportiva intensa (attraverso il sudore), senza contare che il nostro organismo la elimina giornalmente con le urine. Questo naturalmente non significa che più se ne prende meno rischi ci sono di ammalarsi. Secondo i nutrizionisti, che vanno sempre interpellati, assumerne 500 milligrammi per tre volte al giorno, potrebbe ridurre la severità e la durata del malessere.
Il ricorso ad integratori, con preferenza per i multivitaminici completi, va fatto in caso di ipovitaminosi, quando nell’alimentazione mancano o sono scarse frutta e verdura fresche o in particolari condizioni dell’organismo che necessitano di un aumento della dose giornaliera: sport intenso, cattive abitudini alimentari, la gravidanza, l’allattamento o in fase di convalescenza. Forse non tutti lo sanno, ma lo stress e la stanchezza indebolendo il sistema immunitario espongono maggiormente al rischio di contrarre l’influenza. Posto che ognuno di noi ha i suoi sistemi per scaricare la terra le tensioni (una corsa, un bagno caldo, un buon libro, una commedia romantica), prendete in considerazione anche l’assunzione di un’ottima tisana calda tutte le sere prima di andare a letto.
Il vostro farmacista di fiducia vi dirà sicuramente che gli ingredienti migliori per ottenere una bevanda antistress sono biancospino, lavanda, tiglio, camomilla e melissa. Mescolateli in parti uguali o a seconda del vostro gusto, poi mettetene due cucchiaini della miscela ottenuta in acqua bollente e lasciate in infusione per qualche minuto. Filtrate, dolcificate col miele se occorre e buon relax.
Ormai la corsa è entrata nello stile di vita di parecchi italiani ed il trend non si arresta certo d’inverno. Anzi, mi capita di incontrare sempre più gente che corre (o cammina) sia all’ora di pranzo sia la sera nel dopo-lavoro, magari coperto e imbacuccato come un alpinista sul K2. Giusto? Sbagliato? Al di là delle abitudini personali (vedi maglia di lana) alcuni consigli da seguire sono i seguenti:
- Indossate a contatto con la pelle una maglietta in tessuto tecnico traspirante che non farà appiccicare il sudore; sopra una maglia di pile più o meno pesante, a seconda delle vostre esigenze e della temperatura. La lana va riservata per coprirsi la testa (fascia o cuffia) e le mani. Ai piedi meglio calze tecniche specifiche. Quelle di lana potrebbero crearvi problemi di vesciche.
- Se non piove, evitate di indossare il K-way. Non fa respirare il vostro corpo.
- Prima di partire fate molto stretching e poi iniziate piano, prolungando la fase di riscaldamento, magari iniziando con una camminata veloce.
- Se correte di notte munitevi di braccioli, cavigliere o giacchette catarifrangenti.
- Se siete freddolosi spalmate delle pomate a base di canfora sulle parti del corpo più esposte, ma senza esagerare.
- Aumentate il consumo di carboidrati prima dell’allenamento. Con il freddo il vostro organismo consuma più calorie.
- Avanti con vitamine e fibre, anche con l’aiuto di integratori che vi farete consigliare da un medico sportivo, da un nutrizionista o dal vostro farmacista di fiducia.
Cipolla e salute: pro e contro
Scritto da admin in Comunicati il 16 marzo 2010

La cipolla è stata utilizzata come ingrediente di vari piatti per migliaia di anni da molte culture in tutto il mondo. La produzione mondiale di cipolla è in costante aumento tanto che è ormai la seconda ortocoltura dopo il pomodoro.
Ci sono molte varietà di cipolla, bianca, rossa, ciascuna con le proprie caratteristiche, da molto forte a dolcissima. Le cipolle possono essere consumate crude, cotte, fritte, secche o arrosto. Le cipolle hanno una varietà di effetti medicinali. I primi coloni americani hanno usato le cipolle selvatiche per curare raffreddori, tosse e asma, e per respingere gli insetti. Nella medicina cinese, le cipolle sono state utilizzati per trattare la tosse, le infezioni batteriche, e i problemi respiratori.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), supporta l’utilizzo di cipolle per prevenire l’aterosclerosi. In aggiunta, gli estratti di cipolla sono riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel trattamento della tosse e del raffreddore, dell’asma e della bronchite. Le cipolle, infatti, sono note per la loro capacità di diminuire gli spasmi bronchiali. Inoltre, un estratto di cipolla è stato accertato diminuisca l’allergia indotta da costrizione bronchiale nei pazienti asmatici.
Le cipolle sono una fonte molto ricca di frutto-oligosaccaridi. Questi oligomeri stimolano la crescita di bifidobatteri sani e sopprimono la crescita di batteri potenzialmente dannosi nel colon. In aggiunta, possono ridurre il rischio di sviluppare tumori al colon. Ma contengono anche una serie di solfuri simili a quelli trovati nell’aglio che possono abbassare il livello di lipidi nel sangue e la pressione sanguigna. In India, le comunità che non hanno mai consumato cipolle o aglio avevano livelli di colesterolo nel sangue e livelli di trigliceridi sensibilmente più elevati, e tempi di coagulazione del sangue più brevi, rispetto alle comunità che mangiavano molto aglio e molte cipolle. Le cipolle sono una ricca fonte di flavonoidi, sostanze conosciute per fornire protezione contro le malattie cardiovascolari.
Gli estratti di cipolla, ricchi di una varietà di solfuri, offrono una certa protezione contro la crescita tumorale. Nel centro della Georgia, dove è diffusa la coltura delle cipolle Vidalia , i tassi di mortalità da cancro dello stomaco sono circa la metà del livello medio per gli Stati Uniti. Studi in Grecia hanno dimostrato che un elevato consumo di cipolle e aglio ha un effetto protettivo contro il cancro allo stomaco. Le cipolle meno dolci, quelle con un sapore più pungente (che sono anche quelle meno scelte dal consumatore), in realtà sono quelle che hanno più proprietà salutari. Tra i contro, consumare grandi quantità di cipolle può portare a irritazione gastrointestinale, disturbi allo stomaco, nausea e diarrea. Non sono note interazioni con farmaci, tranne che possano potenziare l’azione degli anticoagulanti.
[Fonte: vegetarian nutrition]
Benefici per la salute della pappa reale, del polline e di altri prodotti dell’apicoltura
Scritto da admin in Comunicati il 16 marzo 2010

Le api sono nostre alleate. Il loro prezioso apporto è impollinare i fiori sui nostri alberi da frutto e sulle colture e raccogliere il nettare per fare il miele. Inoltre, diversi prodotti dell’apicoltura sono utilissimi per la salute umana e come rimedi naturali, anche se a tutt’oggi mancano studi clinici che supportino molte delle loro proprietà date per scontate da decenni.
Il polline delle api è un alimento perfetto che contiene aminoacidi essenziali, vitamine e minerali, e migliaia di enzimi, enzimi che accellerano i processi di guarigione. Si è anche affermato che il polline delle api può rallentare il processo di invecchiamento, migliorare la resistenza e la capacità atletiche, alleviare l’impotenza o la disfunzione sessuale, promuovere la perdita di peso, prevenire le infezioni, le allergie e il cancro, e alleviare molti altri problemi di salute. Purtroppo, non ci sono studi scientifici validi a sostegno di tali tesi. I pochi studi che sono stati fatti hanno dimostrato soltanto i benefici del polline d’api per migliorare le prestazioni atletiche.
La pappa reale, una secrezione delle ghiandole salivari delle api operaie, serve come cibo per le larve che si sviluppano grazie all’ape regina. Come il polline d’api, è stato dichiarato un alimento eccellente, che fornisce una grande dose di energia e possiede una vasta gamma di proprietà terapeutiche. Infatti la pappa reale viene consigliata, senza tuttavia alcuna conferma scientifica, come coadiuvante naturale nel trattamento della sindrome da stanchezza cronica, contro le ulcere gastrointestinali, la colite, l’impotenza, la depressione, l’artrite reumatoide, il morbo di Alzheimer, l’asma, l’emicrania, e altre gravi patologie. La pappa reale aumenta la resistenza fisica e mentale, e migliora la funzione immunitaria. Un acido in essa contenuto sembra possa inibire la crescita tumorale.
Sia il polline d’api che la pappa reale sono potenzialmente pericolosi perché possono causare reazioni allergiche. Le persone allergiche ai pollini hanno sviluppato asma, reazioni gastrointestinali, orticaria e shock anafilattico dopo l’ingestione di polline o pappa reale. In alcuni casi la reazione è stata fatale. È stato ipotizzato erroneamente che la presenza di allergeni da ambrosia potrebbe consentire ai consumatori regolari di polline d’api di diventare insensibili.
Le api sono esposte a vari contaminanti batterici e chimici che potrebbero essere incorporati nel miele e nella pappa reale consumate dagli umani. Sebbene sia il polline d’api che la pappa reale contengano sostanze con proprietà antibiotiche, i prodotti dell’apicoltura non hanno alcuna utilità pratica come antibiotici.
I propoli sono una sostanza resinosa raccolta dagli alberi e utilizzata dalle api per rafforzare e suggellare i loro alveari. Nei test di laboratorio, i propoli hanno rivelato una serie di proprietà antimicrobiche. Tuttavia, il loro uso è poco pratico e può causare una serie di reazioni allergiche. Può essere utile nel trattamento delle ustioni, di mal di gola, di ulcere e cancro. Inoltre sembrano dare sollievo alle infiammazioni, rafforzare il sistema immunitario e ridurre il rischio di cataratta.
[Fonte: vegetarian nutrition]
Melanoma, arriva la vaccinoterapia
Scritto da admin in Comunicati il 16 marzo 2010
50 pazienti affetti da melanoma metastatico, hanno oggi una nuova possibilità terapeutica. Questo il numero delle persone che potranno essere arruolate nella seconda fase della sperimentazione di una vaccinoterapia contro il melanoma. Lo studio è iniziato 20 anni fa e ne sono già state testate sicurezza e tollerabilità.
Questo lavoro potrà dare risultati in tempi brevi ed offrire una possibilità terapeutica a chi attualmente non ne ha.
Ha affermato il Prof. Enrico Garaci presidente dell’Iss che ha avviato il trial clinico in collaborazione con l’ Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e con l’ Istituto Dermatologico San Gallicano.
Se come riteniamo, questa fase sarà superata con successo, avremo in mano un’arma straordinaria, proprio nei casi di tumore come questo, dove i protocolli classici hanno fallito non riuscendo a bloccare le recidive: un vaccino da usare come preventivo nei casi di tumore primitivo ad alto rischio di ricadute.
Quando lo studio è iniziato, il melanoma era raro. Oggi vengono diagnosticati nel mondo più di 100.000 nuovi casi l’anno. In Italia ne sono affette 13.000 persone ogni centomila. Per fortuna è aumentato il numero delle diagnosi precoci e quindi delle possibilità di sopravvivenza.
Rimangono però i casi di recidiva dopo la resezione chirurgica, il 50% del totale, a cui appunto è dedicato il trial. Chemioterapici ed interferon-alfa vengono usati insieme e come immunostimolanti. La novità è questa. Ed il principio scientifico potrebbe in futuro applicarsi anche ad altri tipi di tumore. Si tratta di una ricerca tutta italiana:
Un importate esempio di collaborazione tra i nostri Istituti –ha affermato Francesco Bevere Direttore Generale dell’ Istituto Nazionale Regina Elena e Istituto dermatologico San Gallicano- I nostri ricercatori , insieme hanno fornito un reale contributo alla ricerca traslazionale, consentendo il trasferimento dei risultati dai laboratori ai pazienti, veri protagonisti di questa fase di studio, verso i quali è rivolta la nostra principale attenzione.
I tre Istituti hanno attivato un sito (qui la pagina web) per spiegare in cosa consistono questi vaccini. C’è anche una sezione dedicata ai pazienti ed un link per i contatti nel caso si volessero maggiori informazioni.
