Articoli con tag alcol
Acne, lavare il viso serve a qualcosa?
Scritto da admin in Comunicati il 10 marzo 2010
saponi all’olio di mandorla, olio d’ oliva, jojoba, al sandalo ecc..
Alcuni saponi addirittura contengono acido salicilico e perossido di benzoile in varie concentrazioni. E noi che soffriamo di acne cosa facciamo? Laviamo, laviamo, laviamo, anche dieci volte al giorno, ma serve a qualcosa tutto questo lavarsi il viso? No, anzi, rischiamo di irritare ancora di più la pelle.
Lavare il viso più di due volte al giorno con qualsiasi tipo di sapone sia esso regolare, antibatterico, dolce ha un impatto quasi nullo sull’ acne. Il modo migliore è pulirlo due volte al giorno, al mattino o alla sera oppure se è particolarmente sporco, perchè ad esempio aggredito dallo smog della città.
Scegliete un sapone adatto al vostro tipo di pelle, senza scomodare il vostro dermatologo anche il farmacista potrà consigliarvi quello giusto. C’è una vecchia espressione che usano i dermatologi che ancora suona valida:”se hai la pelle secca bagnala, se è ce l’hai grassa aciugala“. Qualcun’altro ha pure aggiunto: “se hai la pelle chiara proteggila ,se ce l’hai scura sei fortunato“, questo perchè la melanina ci protegge dalle rughe, dalle macchie, dal cancro e ci rende più giovani.
In ogni caso, come lavare il viso se soffrite di acne?
-prendete il sapone e bagnatelo con acqua tiepida
-applicatelo sul viso con la punta delle dita e strofinate con leggeri movimenti circolari.
-sciacquate il viso con acqua tiepida
-asciugatevi picchiettando sulla pelle senza strofinare
Potete anche utilizzare successivamente un tonico o una crema emoliente per la pelle che non contenga alcol o profumo. Ricordate in ogni caso che se la vostra è una tipologia di acne viso di tipo cistico non ci sono lavaggi che tengono e nemmeno prodotti topici. In quel caso bisogna intervenire diversamente.
L’alcolismo cambia la personalità
Scritto da admin in Comunicati il 3 marzo 2010

Tutti sanno che l’ alcolismo è una grave forma di dipendenza associata all’ assunzione di bevande alcoliche. Ma che cosa è l’alcol? L’alcol è una sostanza psicoattiva d’ abuso proprio come le droghe. Tale fenomeno oggi è molto diffuso oltre che tra gli adulti anche e soprattutto tra i giovani dai 16 ai 29 anni. Le motivazioni più propriamente sottostanti riguardano l’introduzione da parte degli adolescenti nel mondo degli adulti; l’effetto farmacologico che offre questa sostanza per i momenti di depressione o malessere psicologico ed infine la condivisione nel gruppo del suo utilizzo.
In relazione a quest’ ultimo concetto si può vedere come i giovani, soprattutto di sesso maschile, hanno iniziato a bere in compagnia di amici, in un bar, in un pub o in un ristorante con la sottostante motivazione di base della ricerca di un migliore rapporto con gli altri. L’uso sporadico di alcol genera quella che può essere più propriamente detto stato di ubriachezza che altro non è che l’espressione comportamentale provocata dall’alcol sulle cellule cerebrali. Quando però l’uso situazionale si trasforma nell’ uso continuativo di bevande alcoliche, si può parlare di alcolismo che soprattutto nei giovani, può determinare un cambiamento nella persona, una vera e propria trasformazione dei tratti della sua personalità e del suo carattere.
La sintomatologia più comune può essere riscontrata nei repentini cambi d’umore, nell’incapacità di concentrazione, di controllare l’aggressività e nell’ irascibilità, nella tendenza a chiudersi sempre più in se stesso, nell’ insonnia e nell’ansia. A livello statistico è stato visto che in Italia solo il 26% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni dichiara di non avere bevuto negli ultimi tre mesi, ciò significa che il 74 % ha bevuto almeno una volta alcolici o superalcolici e che il 60% dei giovani consumatori beve prevalentemente birra e il 40 % vino. Gli aperitivi e i digestivi sono assunti dal 34% e i superalcolici (per lo più sotto forma di cocktail) dal 21 % dei ragazzi in età tra i 15 e i 24 anni.
Indubbiamente è assodato che nessuno vorrebbe essere un alcolista o penserebbe mai di diventarlo; tuttavia purtroppo molti lo diventano. È quindi da chiedersi, ma come mai accade ciò? L’alcool avendo effetti anestetizzanti, come le droghe in genere, blocca, alcuni meccanismi cerebrali, fisici ed emozionali delle persone. Inizialmente l’effetto è di maggiore spigliatezza, loquacità, apertura e soprattutto le prime volte i risultati sono senz’altro piacevoli; tuttavia ciò che accede dopo è il continuo aumentare sempre più la quantità per mantenere o aumentare gli effetti. Conseguentemente a ciò viene a verificarsi un circolo vizioso per cui ogni qualvolta si desidera una determinata riuscita o ci si trova di fronte ad una difficoltà o a un problema ci si rivolge alla bottiglia.
Da recenti statistiche risulta, inoltre, che quasi il 50% degli incidenti stradali mortali è causato da alcool e stupefacenti. Oggi esistono moltissimi centri specializzati nella disintossicazione e riabilitazione dalla dipendenza da alcol (alcolismo o etilismo); tuttavia la maggior parte delle persone con problemi di alcool non ne vogliono sapere di entrare in un centro per farsi aiutare poiché non riconoscono il problema. Ciò che i familiari possono fare è rivolgersi autonomamente, anche all’ insaputa del parente, per condividere con tali centri la problematica e cercare di trovare la strada più adatta alla risoluzione della stessa.
