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Il vino fa dimagrire? Rispondono gli esperti

vino_bicchieri

Secondo uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine da alcuni ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston, bere uno o due bicchieri di vino al giorno aiuterebbe le donne a non prendere peso. Lo studio ha riguardato circa 20.000 donne quarantenni analizzate in 13 anni. Tra queste sono risultate più magre, quelle che avevano dichiarato di assumere dai 15 ai 30 grammi di alcool quotidianamente.

Questi risultati non devono indurre al consumo eccessivo di alcolici- hanno affermato gli stessi ricercatori, ma i rischi con notizie del genere sono evidenti.

Emanuele Scafato, Pres. della Sia (Società Italiana di Alcologia) e Direttore dell’ Osservatorio Nazionale sull’Alcool dell’ Iss si dichiara perplesso:

Non mi meraviglio più di nulla. Ma credo che dietro a questi presunti effetti salutistici del vino ci sia una forte operazione di marketing. La ricerca non ha stabilito una vera correlazione tra l’alcool ed il dimagrimento. Molto dipende forse dal campione di donne selezionato. Di recente ad esempio mi sono occupato di drunkoressia ovvero di quella tendenza attuale di molte ragazzine di ingerire alcolici, senza mai mangiare.

Ma potremmo anche pensare a delle bevitrici moderate con stili di vita regolari ed un adeguata attività fisica. Certo è che in un grammo di alcool ci sono 9 calorie che non servono all’organismo, ma che si trasformano solo in tossine.

Questa sostanza è considerata un anti-nutriente nel senso che inibisce la regolare assunzione di proteine e vitamine: spesso osserviamo forti bevitori, in soprappeso e al contempo malnutriti.

Della stessa opinione il Dott. Andrea Ghiselli ricercatore dell’Inran (Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione) che però ci risponde con una drammatica verità:

Si può decidere di diventare magre e morire di cancro al seno? Nel Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer pubblicato di recente dalla World Cancer Research Fund e dall’American Institut Cancer Research, si evidenzia come il consumo regolare di soli 10 grammi al giorno di alcool (1 bicchiere di vino!) aumenta il rischio di sviluppare un tumore del seno del 10%. Si continua a sbagliare: il controllo del peso deve essere il mezzo per vivere lungamente ed in salute, non un obiettivo estetico.

Il Pres. della Sia Scafato conclude sottolineando l’importanza della corretta informazione:

Se si assumono sostanze come l’alcool, l’importante è essere consapevoli dei rischi. L’Oms ha già da tempo evidenziato come il consumo di queste bevande possa avere ripercussioni serie in più di 60 patologie. Le donne rischiano ancora di più rispetto agli uomini.

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Contro l’ipertensione basta diminuire i carboidrati

dieta dash

Volete perdere peso ma soffrite di ipertensione? Il primo (ovvio) consiglio che vi viene dato di solto è di tagliare il sale nell’alimentazione, ma non è solo questo il rimedio. Una nuova ricerca americana afferma che i maggiori benefici arrivano dal taglio dei carboidrati. Non tutti ovviamente, ma una riduzione consistente può dare i risultati sperati.

La ricerca deriva dallo studio dei risultati di due ricerche differenti, entrambe pubblicate sugli Archives of Internal Medicine, che riguardavano 150 persone obese o in sovrappeso. Ad un gruppo di essi è stata assegnata una dieta con un bassissimo regime di carboidrati (solo 20 grammi al giorno), composta da cereali integrali, frutta e verdura, confrontata con un’altra con pochi grassi, ma in cui i pazienti assumevano un farmaco anti-obesità, l’orlistat. L’altra parte seguiva la cosiddetta dieta Dash (Dietary Approaches to Stop Hypertension) una dieta mirata a fermare l’ipertensione e migliorare la funzionalità dei vasi sanguigni. Questa dieta assomiglia molto alla dieta mediterranea, e consiste in frutta e verdura, latticini magri, cereali, proteine in quantità moderata e pochi grassi, in special modo saturi.

Confrontando i dati del primo studio, i ricercatori si sono accorti che in entrambe le diete, i pazienti avevano perso una quantità analoga di peso, intorno al 10%, ma chi aveva eliminato quasi del tutto i carboidrati, e senza prendere medicinali, aveva tenuto maggiormente sotto controllo pressione, glicemia e insulinemia. I pazienti invece che avevano seguito la Dash, oltre ad abbassare la pressione, avevano ridotto anche la massa ventricolare cardiaca sinistra, diminuendo l’insufficienza cardiaca.

Purtroppo però nessuna dieta può garantire un recupero completo della salute. Spiega Massimo Volpe, presidente della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare, che

C’è chi trae molti vantaggi da un mutamento dell’alimentazione, ad esempio chi è obeso, soffre di sindrome metabolica o ha una forte familiarità per le malattie cardiovascolari. In altri casi, ad esempio negli ipertesi, i vantaggi ottenibili cambiando alimentazione sono importanti, ma non sempre decisivi: gli stessi studi sulla dieta Dash hanno verificato che la pressione scende, ma che non si ottengono benefici in termini di riduzione della mortalità o dell’incidenza di eventi cardiovascolari. Ciò significa che una riduzione dei parametri di rischio come quella osservata in questi due studi è un buon risultato, ma spesso non basta a risolvere tutto: se c’è un problema clinico specifico è opportuna una valutazione attenta per associare all’alimentazione altre misure preventive, anche farmacologiche.

[Fonte: Corriere della Sera]

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L’esercizio fisico tiene a bada l’ansia negli ammalati

esercizio fisico contro ansiaLe persone che soffrono di ansia possono trovare sollievo attraverso un’attività fisica regolare, stando ad un recente studio effettuato dai ricercatori dell’Università della Georgia.
Non la comune ansia, ma l’ansia che accompagna frequentemente malattie croniche come il diabete e le malattie cardiache, ancora più grave e più importante da sconfiggere perchè la tensione costante può interferire con il trattamento di tali condizioni, a detta degli esperti.

“Le persone colpite da malattie croniche ovviamente sono più a rischio di sviluppare ansia a livelli patologici, tuttavia spesso i sintomi ansiogeni vengono sottovalutati e non trattati”, ha spiegato Matthew Aringa, dottore di ricerca autore principale dello studio.

Anche se il ruolo dell’esercizio per alleviare i sintomi della depressione è stato studiato approfonditamente, l’impatto che l’attività motoria ha sui sintomi dell’ansia ha ricevuto relativamente poca attenzione.

“I risultati della nostra ricerca provano che le attività fisiche come camminare o il sollevamento pesi sono tratttamenti efficaci e a basso costo, per contribuire ad alleviare gli stati ansiogeni tra i pazienti”, ha detto Herring.

Per lo studio, pubblicato il 22 febbraio negli Archives of Internal Medicine, l’équipe di Herring ha esaminato 40 studi che includevano 2.914 persone affette da varie patologie, tra cui malattie cardiache, sclerosi multipla, il cancro e il dolore cronico da artrite. Nel 90 per cento dei casi, ai pazienti cui era stato assegnato un programma di esercizio fisico si riscontravano meno sintomi di ansia – come i sentimenti di preoccupazione, apprensione e nervosismo – rispetto a coloro cui non veniva assegnato l’esercizio fisico.
In effetti, l’esercizio fisico regolare ha dimostrato di ridurre i sintomi dell’ansia di ben il 20 per cento.
Esercitarsi per 30 minuti è risultato più efficace nel ridurre l’ansia di sessioni più brevi di esercizio. L’esercizio fisico continuato tra le 3 e le 12 settimane si è rivelato un’ottima alternativa agli ansiolitici negli ammalati di patologie croniche.

[Fonte: Health.com]

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Ansia e dolore cronico, un aiuto dallo sport

Alcune patologie, anche gravi, come la fibromialgia, i tumori, la sclerosi multipla ed alcuni problemi cardiovascolari, comportano al paziente, non solo i dolori causati dalla malattia, ma anche un costante e perenne stato di ansia che interferisce con l’umore e rende il percorso di cura più difficile.

Lo sport, attività che consente la produzione di endorfine, sostanze legate al buon umore, al piacere ed alla riduzione dello stress e del dolore, avrebbe un effetto positivo sulla psiche e costituirebbe un ottimo alleato contro la depressione e per la cura di queste patologie, secondo un ultima ricerca condotta dal Dipartimento di Kinesiologia presso l’ Università della Georgia. Un esercizio fisico costante, quindi, permette di contrastare l’ansia dei pazienti affetti da disturbi cronici.

Ad arrivare a questa scoperta, che costituisce un passo avanti anche per la medicina, è stato lo staff del professore Matthew Herring che ha effettuato un’analisi su circa 3mila soggetti volontari. Solo uno dei due gruppi di pazienti ha praticato in maniera costante alcuni esercizi e sono stati proprio quest’ultimi a notare particolari benefici:  stati d’ansia, dolori ed altri disturbi sono stati ridotti di circa il 20% . Una particolarità che è emersa dallo studio, poi, è che ad essere maggiormente benefica sull’umore dei soggetti è stata l’attività fisica con una programmazione a breve termine, segno che tra i motivi d’ansia, vi è anche lo sguardo al futuro. Per godere di questo effetto, infatti, non vi è bisogno di un allenamento estenuante, ma basta anche solo mezz’ora al giorno, magari facendo una passeggiata a ritmo sostenuto o altri movimenti, ovviamente in base alle caratteristiche del paziente, almeno per un periodo compreso tra le tre e le dodici settimane.

I risultati, pubblicati anche sull’autorevole Archives of Internal Medicine hanno confermato la già nota azione antidepressiva del fitness, ma non era ancora stato indagato a fondo il rapporto tra sport e ansia, anche se strettamente correlati tra loro.

Con l’aumento della durata della vita, purtroppo, crescono anche i disturbi legati all‘invecchiamento e si presentano così patologie croniche ed invalidanti dove, però, si può trovare un ottima soluzione dalla pratica dell’ attività fisica.

[Fonte: Corriere.it -Salute-]

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