Articoli con tag malattia
Psoriasi, in Italia progettato il tessuto anti-prurito
Scritto da admin in Comunicati il 19 marzo 2010
La psoriasi è una malattia della cute che provoca arrossamenti, pruriti ed infiammazioni e a soffrirne è circa il 4% della popolazione. Oltre il fastidio fisico, il senso di secchezza ed il prurito continuo, questa patologia si rivela molte volte un problema anche più grave che può avere conseguenze psicologiche: le macchie rosse, che possono interessare tutte le zone del corpo e che, molto spesso si possono localizzare in punti scomodi o molto esposti possono provocare imbarazzo nei rapporti con gli altri.
Sicuramente però è il prurito ad essere la sensazione più sgradevole, ma coloro che soffrono di questa malattia possono avere una nuova speranza grazie alle ultime scoperte fatte in un istituto di Prato. La psoriasi diventa infatti ancora più problematica con il continuo sfregamento dei vestiti che accentua i disturbi e costringe a cospargere la cute molto spesso con unguenti e pomate. Un team di esperti e ricercatori, ha progettato un tessuto specifico per gli psoriaci, che permetterebbe di migliorare la qualità della vita ed alleviare i sintomi.
I primi test condotti nel centro toscano hanno dato ottimi risultati e i pazienti hanno dimostrato una riduzione dei problemi ed un miglioramento delle condizioni di salute che si è notato anche nelle relazioni cn gli altri. Il nuovo tessuto innovativo, capace di eliminare il prurito, garantisce massima traspirazione e impermeabilità agli unguenti, facile da lavare e pulire ed è destinato a durare nel tempo essendo più resistente rispetto le tradizionali fibre.
In Europa, quindi, i 10 milioni di pazienti affetti da psoriasi potrebbero trovare una soluzione grazie all’innovazione del gruppo Lenzi, che ha messo a punto tale prodotto. Si tratta poi anche di un vero e proprio passo avanti nel settore sanitario e sociale e rappresenta anche un’ottima opportunità economica e di crescita per le aziende di Prato che sono state le prime a mettere a punto degli indumenti anti-prurito.
[Fonte: Ansa.it ]
Italiano inventa nuovo metodo per combattere il cancro: l’invecchiamento delle cellule
Scritto da admin in Comunicati il 18 marzo 2010

La scienza va avanti a tentativi per cercare di sconfiggere il cancro, e quelli più usati sono la chemioterapia e l’avvelenamento delle cellule tumorali con sostanze tossiche. Entrambi a volte riescono a risolvere la questione, o almeno a rallentare lo sviluppo del cancro, ma hanno anche dei terribili effetti collaterali.
Il dottor Pier Paolo Pandolfi, ricercatore italiano emigrato a Boston per condurre la sua ricerca all’Università di Harvard, ha trovato una possibile soluzione: far invecchiare le cellule maligne. Testata sui topi, la tecnica si svolge disattivando il gene Skp2.
Questo gene è il responsabile della moltiplicazione delle cellule cancerogene che poi portano allo sviluppo della malattia, e così Pandolfi è riuscito a bloccarle o almeno a rallentarne gli effetti non uccidendole, ma facendole invecchiare con la disattivazione del gene. Se la tecnica dovesse essere confermata, potrebbe essere sviluppato un farmaco per combattere un’enorme quantità di tumori.
[Fonte: il Quotidiano]
Disprassia
Scritto da admin in Comunicati il 12 marzo 2010
Disprassia
Molte persone danno per scontata la loro capacità di svolgere lavori di tutti i giorni senza pensarci. Ma per i bambini con questo problema neurologico, anche i compiti semplici possono diventare una lotta, fino a danneggiare la propria autostima. La disprassia può interessare una o tutte le aree di sviluppo – intellettuale, linguaggio emotivo, fisico, sociale e sensoriale – e può compromettere il normale processo di apprendimento. Di solito, può essere un deficit o immaturità dell’organizzazione del movimento, ma associato a questo potrebbero esserci problemi di linguaggio, percezione e pensiero.
I problemi sorgono nel processo di formazione delle idee, la pianificazione e l’esecuzione, dato che le persone con disprassia hanno scarsa comprensione dei messaggi, specie nel trasmetterli ai loro sensi, e difficoltà relative alle azioni di tali messaggi. Questo significa che le attività fisiche sono difficili da imparare, difficile da mantenere, e incerte e goffe in termini di prestazioni.
La disprassia colpisce in diversi modi e in diversi stadi di sviluppo. Può anche non essere costante, come per esempio in alcune persone le quali un giorno potrebbero essere in grado di svolgere un compito specifico, e il giorno dopo non lo possono fare più.
CAUSE: Tutto ciò che danneggia il cervello può provocare la disprassia. Può essere che le cellule non si sviluppino correttamente durante lo sviluppo di un bambino nel grembo materno, o che vi sia una mancanza di ossigeno durante il parto. Può comparire a seguito di un danno cerebrale causato da una malattia, un ictus o un incidente più tardi nella vita. Spesso, però, non c’è alcun motivo evidente.
SINTOMI: I bambini con disprassia possono essere in ritardo nel raggiungimento di obiettivi intermedi, e potrebbero non essere in grado di eseguire i movimenti soliti dei bambini (salti, corsa, ecc.). Essi possono trovare difficile camminare su e giù per le scale, e vestirsi con facilità. Il discorso può essere immaturo o incomprensibile nei loro primi anni di vita. La lingua può essere alterata o in ritardo nello sviluppo. A scuola, un bambino con disprassia può avere difficoltà con la matematica e la scrittura. Possono esserci difficoltà nei giochi, nell’allacciarsi le scarpe e nel prestare attenzione.
Gli adulti con disprassia spesso hanno difficoltà con le attività di routine quotidiana, come la cura personale, la guida e le faccende domestiche impegnative. Possono nascere difficoltà con il lavoro, ma anche in cose più semplici come andare in bicicletta e praticare alcuni sport. L’andatura può essere goffa.
DIAGNOSI: La disprassia è spesso descritta come un problema nascosto, perché i bambini con questa condizione non sembrano diversi dagli altri. Fino al 10% della popolazione può mostrare sintomi di disprassia, con circa il 2% con sintomi gravi. I maschi sono quattro volte più a rischio di essere colpiti rispetto alle donne. La disprassia a volte è ereditaria.
TERAPIA: Non è possibile curare la disprassia, ma chi ne è affetto può imparare dei modi per aggirare le difficoltà in modo da vivere una vita quanto più normale possibile. Ciò comporta un aiuto di molti specialisti diversi. Tali misure possono comprendere terapisti occupazionali, logopedisti e logoterapeuti, psicologi e insegnanti specializzati, in base alle specifiche esigenze dei singoli. Questi specialisti devono fornire consulenza ed esercizi per aiutare il malato ad imparare ad eseguire le attività quotidiane problematiche e le diverse attività, e sviluppare capacità di lettura e scrittura.
Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.
[Fonte: BBC]
Cistinosi
Scritto da admin in Comunicati il 11 marzo 2010
Cistinosi
La cistinosi è una malattia ereditaria rara che danneggia alcuni organi come gli occhi e i muscoli. Molti casi più lievi possono non essere diagnosticati.
CAUSE: Un aminoacido chiamato cistina si accumula nelle cellule, causando danni a organi come i reni, occhi, muscoli, pancreas e cervello. La cistina è prodotta nelle cellule durante il metabolismo naturale e viene normalmente espulsa dalla cellula stessa. Nelle persone affette da cistinosi questo non avviene. Al contrario, essa si sviluppa fino a 100 volte rispetto al livello normale, formando cristalli che poi distruggono la cellula.
La cistinosi segue un modello di trasmissione autosomica recessiva. Questo significa che entrambi i genitori devono essere portatori di un gene difettoso, anche se non hanno la malattia, affinché il loro figlio sia malato. Se entrambi gli trasmettono il gene recessivo della cistinosi, la malattia si svilupperà. La cistinosi può sembrare che appaia di punto in bianco, ma ci può essere un caso di malattia in famiglia e talvolta inspiegabili decessi nella prima infanzia.
SINTOMI: Ci sono tre tipi di cistinosi: infantile, a esordio tardivo e benigna. Nella cistinosi infantile, nota anche come cistinosi nefropatica, il bambino può apparire normale alla nascita, con problemi che sorgono nel corso del primo anno o due. I sintomi includono:
- Mancata crescita;
- Scarso appetito;
- Eccessiva sete e produzione di urina;
- Rachitismo (a causa della mancanza di fosfato);
- Disidratazione, che combinata con un problema nella produzione di sudore porta spesso a febbri ricorrenti.
Questi sintomi sono causati da danni alle due parti di unità di filtraggio dei reni: i tubuli e i glomeruli. Un danno tubulare provoca la sindrome renale di Fanconi, un tipo di acidosi tubulare renale, dove le sostanze nutritive, sali e minerali vengono persi con le urine. Ciò si verifica nei bambini molto piccoli e ha bisogno di cure urgenti. Maggiori danni a lungo termine si verificano per i glomeruli. Senza trattamento, i reni non riescono a lavorare e il bambino ha bisogno della dialisi o del trapianto. Altri sintomi includono:
- L’accumulo di cristalli negli occhi, causando danni alla retina e la perdita della vista o fotofobia (dolore o antipatia della luce intensa);
- Un aumento dei livelli di cistina nei globuli bianchi;
- Scarsa crescita;
- Atrofia muscolare;
- Danni al pancreas, che possono causare il diabete;
- Ipotiroidismo.
Nella cistinosi ad esordio tardivo, chiamata anche cistinosi intermedia, i sintomi possono comparire da circa due anni di età alla metà dei 20 anni, ma di solito iniziano intorno ai 12 o 13 anni. I sintomi sono gli stessi della cistinosi infantile, ma non sono gravi, come nella sindrome di Fanconi, e possono non svilupparsi del tutto. Tuttavia, i danni renali (come l’insufficienza renale) possono progredire fino a rendere necessario un trapianto.
Non ci sono danni renali nella cistinosi benigna, chiamata anche cistinosi non nefropatica. La condizione è spesso scoperta per caso durante una visita agli occhi, quando l’opacità del cristallino viene rilevata nella cornea e nella congiuntiva (gli strati superficiali dell’occhio). Tuttavia, la retina non è danneggiata. Altri sintomi possono includere una lieve fotofobia che inizia nell’età adulta. I cristalli sono depositati nel midollo osseo e nei globuli bianchi, ma possono non causare alcun sintomo.
TERAPIA: Il trattamento mira a combattere i sintomi della cistinosi. Il fluido eccessivo e la perdita di nutrienti associati con la sindrome di Fanconi portano i bambini a richiedere quantità adeguate di acqua, minerali, sale e bicarbonato supplementari. Si potrebbero anche bere soluzioni di sodio e citrato di potassio.
Molti richiedono anche la vitamina D e supplementi di fosfato per prevenire il rachitismo. L’ipotiroidismo può essere curato con la tiroxina, mentre il diabete avrà bisogno di insulina. Inoltre, ad alcuni bambini sono forniti gli ormoni della crescita. La cisteamina contribuisce a ridurre l’accumulo di cistina nelle cellule, riducendo la quantità di danni ai tessuti. Questo trattamento può prevenire o ritardare l’insufficienza renale e migliorare la crescita. Un collirio contenente cisteamina può contribuire a ridurre i danni alla cornea.
Le coppie con figli che hanno la cistinosi dovrebbero adottare misure per evitare il ripetersi della condizione in caso di nuove gravidanze. Tecniche come il prelievo dei villi coriali (CVS) e l’amniocentesi possono essere utilizzate durante le prime fasi della gravidanza, per scoprire se il nascituro è affetto dalla malattia.
Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.
[fonte: BBC]
Sindrome di Costello
Scritto da admin in Comunicati il 10 marzo 2010
Sindrome di Costello
Ci sono circa 300 casi al mondo di questa rara patologia ereditaria, ma nella maggior parte di essi non viene riconosciuta. La sindrome di Costello è una malattia ereditaria rara, nota anche come sindrome di fascio cutaneo skeletal o sindrome di FCS. Per la prima volta nel 1977 un pediatra in Nuova Zelanda l’ha descritta in due bambini con simili caratteristiche fisiche e lievi difficoltà di apprendimento. C’è anche un modello caratteristico di crescita, problemi comportamentali e aspetto fisico.
CAUSE: E’ ormai noto che le mutazioni nel gene HRAS causano la sindrome di Costello. Questo gene è coinvolto nella produzione di una proteina che aiuta la crescita il controllo e la divisione delle cellule. Nella sindrome di Costello, mutazioni di questo gene inducono le cellule a crescere e moltiplicarsi costantemente, piuttosto che in risposta a segnali specifici. Questa divisione costante di cellule anormali risulta in crescita eccessiva di tumori cancerosi e non cancerosi e si ritiene sia responsabile per gli altri segni caratteristici della sindrome di Costello. Si pensa che la sindrome di Costello possa avere un pattern ereditario autosomico dominante. Quasi tutti i casi sono sorti senza una storia familiare della malattia come risultato di nuove mutazioni. Vi è ora un test genetico disponibile per diagnosticarla in tempo.
SINTOMI: I bambini con sindrome di Costello nascono con un peso normale o leggermente elevato alla nascita. In alcuni casi, le madri avvertono un diminuito movimento del feto durante la gravidanza e, in un caso su tre, c’è un eccesso di liquido intorno al bambino mentre è ancora nel grembo materno (polidramniosi). Le caratteristiche tipiche, che diventano più evidenti quando il bambino cresce, comprendono:
- Bassa statura;
- Crescita ossea ritardata;
- Pelle allentata ed elastica intorno al collo, palme, piante dei piedi e dita;
- Capelli ricci;
- Papillomi (piccole escrescenze carnose) intorno alla bocca e al naso;
- Un aspetto caratteristico del viso (narici larghe, ponte nasale basso, orecchie basse con i lobi delle orecchie grandi);
- Bocca larga e labbra carnose;
- Pelle pigmentata;
- Abbassamento della palpebra superiore (ptosi);
- Strabismo.
Alcuni problemi di cuore, come la cardiomiopatia ipertrofica o anomalie del ritmo cardiaco sono comuni, come può esserlo un reflusso del contenuto dello stomaco in gola, che può causare problemi di alimentazione. Ci può essere un aumentato rischio di vari tumori. I bambini affetti possono avere difficoltà di apprendimento.
TERAPIA: Non c’è una cura per la sindrome di Costello, ma alcune terapie sono in fase di sviluppo. Tuttavia delle cure di supporto come aiutare con l’alimentazione nella prima infanzia o ad un’istruzione speciale, e nel caso di complicazioni, come i problemi di cuore, possono aiutare i bambini colpiti a raggiungere il loro potenziale e a crescere nel modo più normale possibile.




