Articoli con tag malattie cardiache

Giovedì 11 marzo, giornata mondiale del rene

giornata mondiale del reneSi stimano in due milioni e mezzo i pazienti che, in tutto il mondo, soffrono di problemi gravi ai reni, tanto da finire in dialisi cronica. 50 mila sono quelli italiani. Cifre impressionanti ma che spesso vengono dimenticate, dato che, come è giusto che sia, si dà molta importanza alla prevenzione delle malattie cardiache, tumori, ecc. Ma a volte bisognerebbe ricordarsi anche che i reni sono uno degli organi vitali del nostro corpo, e trascurarli è molto pericoloso.

Per questo domani, 11 marzo, è stata indetta la Giornata mondiale del rene, in cui numerosi ospedali in tutta la nazione apriranno a visite nefrologiche e test gratuiti per controllare lo stato dei propri reni, in modo da sottolineare l’importanza della prevenzione.

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Cioccolato contro l’ictus emorragico

cioccolato ictusBuone notizie per gli amanti del cioccolato: uno studio di Harvard sostiene che un paio di quadratini di cioccolato fondente al giorno potrebbero ridurre il rischio di ictus emorragico di ben il 52 per cento.
Purtroppo per  i golosi, però, la stessa ricerca ha anche scoperto che il cioccolato non sembra avere alcun vantaggio di protezione per il tipo più comune di ictus.

Un ictus ischemico si verifica quando un vaso sanguigno che fornisce sangue al cervello si blocca, in parte o completamente. Questo tipo di ictus riguarda l’80% dei casi di ictus, secondo i dati forniti dallo US National Institute of Neurological Disorders and Stroke. Gli ictus emorragici, che si verificano quando un vaso sanguigno del cervello scoppia e provoca sanguinamenti nel cervello stesso, costituiscono invece circa il 20 per cento di tutti i casi di ictus.

“Ci sono diversi possibili meccanismi, ma l’effetto del cacao sulla salute cardiovascolare sembra essere dovuto al suo effetto sulla pressione sanguigna, e alla capacità di migliorare la flessibilità dei vasi sanguigni”, ha detto l’autore dello studio, il dottor Martin Lajous, dottorando presso la Harvard School of Public Health di Boston.

Ma ha aggiunto che “è difficile capire perché il cioccolato abbia effetti positivi proprio contro l’ictus emorragico.”


I risultati dello studio sono stati presentati mercoledì scorso alla conferenza della American Heart Association’s sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, svoltasi a San Francisco.
Il vantaggio attribuito ai prodotti a base di cacao deriva da  alcune sostanze che contengono conosciute come flavonoidi, che si ritiene aiutino a proteggere nei confronti di alcuni fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, come la pressione arteriosa e la coagulazione del sangue.

benefici cioccolato fondenteNello studio, i ricercatori hanno esaminato i dati di 4.369 donne di mezza età francesi, nessuna delle quali aveva malattie cardiache, all’inizio dello studio nel 1993, tutte normopeso.
Quando è iniziato lo studio, le donne hanno fornito un resoconto dettagliato dei prodotti alimentari che avevano mangiato nelle ultime 24 ore. I ricercatori hanno calcolato il consumo di cacao cercando in sette prodotti alimentari, in particolare: barre di cioccolato fondente, caramelle, bevande al cioccolato, mousse al cioccolato, il cioccolato che riempie i croissant, i biscotti al cioccolato e i dolci al cioccolato.
Nei successivi 12 anni, a 493 delle donne è stata diagnostica una malattia cardiovascolare: 200 hanno subito attacchi di cuore e 293 hanno avuto un ictus. Degli ictus, 189 sono stati ischemici e 91 sono stati emorragici.

Dopo aver aggiustato i dati per tenere conto di fattori di rischio noti per le malattie cardiovascolari – come il fumo, l’attività fisica, il peso, la pressione sanguigna ed i livelli di colesterolo e il diabete – i ricercatori hanno trovato una differenza statisticamente significativa relativamente al rischio di malattie cardiovascolari tra i più alti livelli di consumo di cacao e i più bassi.
Nelle donne che mangiavano più di 9 grammi di cioccolato al giorno, il rischio di ictus emorragico è stato del 52 per cento inferiore a quello di chi consumava meno di 0,1 grammi di cioccolato al giorno.
Lajous ha detto che 9 grammi equilvagono a circa due o tre quadratini di cioccolato, e ha osservato che le donne francesi dello studio di solito consumavano cioccolato fondente, che contiene circa il 35 per cento di cacao.

“I nostri risultati sono interessanti, ma devono essere confermati da altri studi”, ha aggiunto.

[Fonte: Health.com]

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Dieta mediterranea, i benefici per il cuore

dieta mediterranea cuoreAncora sui benefici della dieta mediterranea, un regime alimentare sano, equilibrato, raccomandato da medici e nutrizionisti di tutto il mondo. Mangiare mediterraneo ha immensi benefici per la salute del cuore. La dieta mediterranea comprende infatti cibi come pesce, frutta, verdura, legumi, cereali ad alto contenuto di fibre, pane e olio. Il consumo di carne, formaggi e dolci è invece piuttosto limitato. Questi alimenti sono raccomandati per il loro apporto nutritivo, ricco di grassi monoinsaturi, fibre e acidi grassi omega-3.

La salute del cuore è strettamente legata al tenore di vita, all’esercizio fisico, e innegabilmente anche a quello che portiamo in tavola. Nella dieta mediterranea una media del 35% delle calorie può provenire dai grassi, soprattutto da oli insaturi, come gli oli di pesce, l’olio d’oliva, le noci e alcuni oli di semi (come ad esempio colza, soia, semi di lino). Questi tipi di oli possono avere un effetto altamente protettivo sul cuore.

I primi studi che sono stati effettuati sui benefici per il cuore che comporta l’adozione della dieta mediterranea, hanno dimostrato l’alta validità di questo regime alimentare per chi è a rischio di infarto, o soffre di malattie cardiache, o ancora nella prevenzione delle patologie del cuore. Adottare la dieta mediterranea può infatti ridurre il tasso di rischio di un secondo attacco cardiaco e abbassare drasticamente le probabilità di morte nei mesi successivi all’infarto.

Gli esperti avvertono che sono comunque necessarie ulteriori ricerche, su campioni più estesi di cardiopatici, tuttavia gli studi attuali sottolineano l’importanza ormai assodata di una dieta ricca di frutta, verdure, pesce, pane e ad alto contenuto di fibre e cereali integrali. Inoltre, incorporare una quantità moderata di grassi dalla frutta secca, dall’olio di oliva e dagli alimenti ad alto contenuto di acido linolenico (come noci,  olio di semi di lino e olio di colza) può anche aiutare a prevenire le malattie cardiache.

[Fonte: Health.com]

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Sconfiggere la depressione per curare meglio le malattie cardiache

depressione malattie cardiacheLa depressione può letteralmente risucchiare via l’energia e la motivazione necessarie ad ottenere benefici dalle cure nelle persone che soffrono di malattie cardiache. Recenti studi dimostrano che i pazienti cardiopatici depressi sono meno propensi ad assumere i loro farmaci, a smettere di fumare, o a partecipare attivamente alla riabilitazione cardiaca, tutti passi importanti per il pieno recupero e la sopravvivenza.

La capacità di un paziente di recuperare può avere a che fare con il suo stato d’animo, così come la salute del suo cuore, secondo uno studio a lungo termine effettuato sul legame tra le malattie cardiache e la depressione presso l’Università della California, a San Francisco.

“La depressione non è solo debilitante, ma può anche peggiorare le condizioni croniche”, spiega l’autore principale dello studio, Maria Whooley, professore di medicina ed epidemiologia presso l’UCSF e il San Francisco Veterans Affairs Medical Center.

Laurence Sperling, cardiologo presso la Emory University di Atlanta, spiega che la depressione in concomitanza con le malattie cardiache provoca danni sia fisici che psicologici.

Qualsiasi malattia grave può compromettere il buon umore di una persona, ma le malattie del cuore sembrano essere particolarmente deprimenti, dice Wayne Sotile, direttore dei servizi psicologici ai Wake Forest University Healthy Exercise & Lifestyle Programs e autore del libro di successo Heart Disease (Free Press, 2003). “E’ una delle poche malattie in cui le persone hanno paura di morte improvvisa”, dice.

Molti pazienti malati di cuore sono d’accordo.

“Ho pensato molto alla morte. Ho 61 anni e ogni sera mi chiedevo se mi sarei svegliata al mattino seguente” dice Barbara Forman di Englewood, Ohio.

Cinque anni dopo aver subito un intervento chirurgico di bypass si preoccupa ancora della sua depressione.
Si maschera la depressione con la fatica, ma i pazienti non sempre riconoscono la depressione ed i medici non sempre indagano a sufficienza. Entrambi attribuiscono spesso i sintomi della fatica di vivere alla malattia del cuore, all’intervento chirurgico, e agli effetti collaterali dei farmaci per il cuore.

È per questo che Leo Pozuelo, direttore associato del Bakken Heart-Brain Institute presso la Cleveland Clinic suggerisce che i pazienti cardiaci si pongano due domande importanti:

  • Nelle ultime due settimane, hai provato poco interesse o piacere nel fare le cose?
  • Nelle ultime due settimane, ti sei sentito giù, depresso o senza speranza?

Se la risposta è sì ad entrambe, si dovrebbe chiedere aiuto ad un esperto, dice il dottor Pozuelo.

I pazienti cardiopatici che hanno curato la loro depressione si sono sentiti liberare da un peso e hanno affrontato la malattia con più energia, aumentando le probabilità di successo delle cure.

[Fonte: Health.com]

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